1978-2008: la lunga strada delle unioni civili
Il 2008 si è aperto con buone notizie sul fronte delle unioni civili: nello stato americano del New Hampshire e in Uruguay sono entrate in vigore leggi che riconoscono diritti a coppie dello stesso sesso e già a capodanno sono state numerose le celebrazioni con rosee previsioni per il futuro. E presto anche la rigida Australia aprirà alle coppie gay. Ovviamente per noi italiani, che ce ne stiamo a guardare, non ci sono buone nuove e non ci resta che gioire dei progressi che avvengono in altri paesi del mondo per non piangere dell’arretratezza della nostra legislazione.
E’ importante ricordare che ben 30 anni fa si cominciò a parlare in Europa di unioni civili e diritti alle coppie dello stesso sesso. Precursore in materia fu il governo svedese che nel 1978 istituì una commissione per valutare la necessità di una legislazione in merito ed allo stesso tempo incaricata di sviluppare proposte di legge tese a fronteggiare la discriminazione di omosessuali. La commissione ritenne che i tempi erano prematuri (sic!) ma gettò le basi per tutto ciò che è accaduto poi. […]




Pubblichiamo l’intervista a
Mi fa sempre molta specie dover difendere, come è capitato varie volte in questi giorni, davanti ai miei amici e colleghi spesso afflitti da un inconsolabile antagonismo post adolescenziale al sistema, le ragioni sia pur superstiti della democrazia italiana e del diritto. Ascoltare persone generalmente colte e sofisticate, relativamente ai campi del sapere di loro pertinenza, banalizzare in modo così volgare, nell’asserzione che in questo Paese bisognerebbe delegare l’esercizio della funzione pubblica a Beppe Grillo piuttosto che a De Magistris, ai vaffanculo piuttosto che alle lacrime appassionate di Clementina. 

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