“Il transgender finirà”
A dirlo non è un attivista, è Donald Trump, che lo trasforma in una minaccia elettorale in vista delle midterm. Spencer Hunt (@spencewuah) risponde senza filtri nel suo Daily Scream, ricordando chi sta parlando di sicurezza di donne e bambini e con quale credibilità.
Tutta la traduzione e il contesto, dalla strategia antiterrorismo della Casa Bianca al passato giudiziario di Trump, nell’articolo. Link in bio.
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#21settembre #DonaldTrump #TransRights #SpencerHunt #Gaypress
“Sono trans, sono di destra e sono iscritta al partito di Vannacci”
Il video di Chantal Cocciolo ha acceso una polemica social durissima, e Dissonanze Politiche ha risposto smontando l’argomentazione punto per punto: dalle tutele legali che Futuro Nazionale vuole togliere, al linguaggio del programma che parla di “aberranti ideologie del gender” invece che di identità di genere.
Tutta la vicenda, con contesto e precedenti, sul sito
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#12settembre #FuturoNazionale #ChantalCocciolo #Vannacci #Gaypress
Futuro Nazionale finisce in Procura. Non per una polemica politica qualsiasi, ma per un esposto-denuncia del Sindacato dei Militari che chiede di valutare la violazione della legge Scelba, quella contro la ricostituzione del partito fascista.
Nel mirino: piano di remigrazione, zone rosse permanenti con l’esercito, poteri di arresto ai militari, educazione militare nelle scuole. Il partito replica parlando di “attacco strumentale”
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#7settembre #FuturoNazionale #Vannacci #Politica #Gaypress
Futuro Nazionale ha un programma su famiglia, identità di genere e diritti LGBTQIA+ che fa a pugni con scienza, sentenze europee e Costituzione.
Lo abbiamo passato al setaccio, punto per punto: dalle adozioni negate alle cure per i minori trans, dalla legge sulla propaganda gay bocciata a Strasburgo ai 149 casi di violenza censiti da Arcigay solo nel 2024.
L’articolo completo è nel link in bio
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#FuturoNazionale #vannacci #DirittiCivili #Costituzione #Gaypress
Quattro medaglie europee, ma sui social si parla d’altro. Filippo Pelati, 19 anni, ha conquistato quattro medaglie agli Europei di nuoto artistico 2026, compreso l’argento nel solo libero maschile con una coreografia sulle note di Radio Ga Ga dei Queen, omaggio a Freddie Mercury.
Una prestazione fatta di tecnica, forza, apnee, interpretazione e talento. Eppure, sotto i post dedicati al suo successo, sono comparsi numerosi commenti omofobi e sessisti: a essere attaccati non sono stati il punteggio o la qualità dell’esercizio, ma il trucco, le movenze e il modo di stare in scena di un atleta uomo.
Ma perché un uomo non dovrebbe poter essere elegante, teatrale, sensibile o semplicemente sé stesso?
La storia di Filippo Pelati va ben oltre gli insulti: parla di sport, mascolinità, libertà di espressione e di una generazione di atleti che non vuole più chiedere il permesso per rompere gli stereotipi.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito
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#24agosto #FilippoPelati #NuotoArtistico #Nuoto #Gaypress
Un’altra aggressione omofoba scuote l’Italia. A Porto Istana, vicino Olbia, il promoter e fondatore del collettivo queer Il Biscotto della Fortuna, Angelo Ratti, racconta di essere stato accerchiato, picchiato e insultato da un gruppo di persone al termine di una serata.
Nel suo racconto emergono dettagli drammatici: pugni, sassate, una seconda aggressione durante la fuga, danni alle attrezzature e persino discriminazione nei momenti dei soccorsi. Le parole riferite dalla vittima riportano ancora una volta l’attenzione sul clima che molte persone LGBTQIA+ continuano a vivere.
Quando l’odio colpisce qualcuno per il suo orientamento sessuale reale o percepito, non si tratta di un fatto privato: riguarda tutta la società.
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#AggressioneOmofoba #Omofobia #AngeloRatti #Olbia #Gaypress
Le sorelle Galassi sono la testimonianza che due donne, anzi, due sorelle insieme sono inarrestabili.
Abbiamo chiesto ad Erika (@erikagalassi32) e sua sorella Elena (@elenagalassi_makeup) di dirci di più sulla loro storia.
Link in bio per leggere l’intervista esclusiva che hanno rilasciato.
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#20luglio #ElenaGalassi #ErikaGalassi #Intervista #Gaypress
Cosa è successo davvero al Napoli Pride 2026?
Dopo giorni di polemiche e accuse reciproche, l’Arrevutamm Pride ha pubblicato un lungo comunicato per raccontare la propria versione dei fatti, ricostruendo le tensioni nate già nel 2025 e spiegando le ragioni della contestazione avvenuta durante il corteo.
Nel documento si parla del rapporto con Keshet, delle accuse di antisemitismo respinte dagli organizzatori, delle presunte aggressioni denunciate e delle fake news che, secondo Arrevutamm, avrebbero distorto quanto accaduto in piazza.
Nel nostro articolo ripercorriamo i punti principali del comunicato, riportando fedelmente le dichiarazioni degli attivisti e contestualizzando gli eventi che hanno segnato questa edizione del Pride napoletano.
Leggi l’articolo completo al link in bio.
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#6luglio #Pride #NapoliPride #ArrevutammPride #Gaypress
L’Arrevutamm Pride (@arrevutamm_pride) non è soltanto una parata, ma una manifestazione che rivendica diritti, inclusione e partecipazione politica.
Abbiamo ascoltato le testimonianze di chi ha scelto di scendere in piazza, tra genitori, attivisti e persone della comunità LGBTQIA+, approfondendo i temi dell’educazione, dell’intersezionalità e del legame tra Pride e altre battaglie sociali.
Nel nostro approfondimento analizziamo anche alcuni dei commenti più discussi comparsi sotto i video dell’evento, verificando con dati e fonti le affermazioni sulla cosiddetta “teoria gender”, sul ruolo del Pride e sui diritti LGBTQIA+.
Leggi l’articolo completo sul sito
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#Gaypress #Pride #ArrevutammPride #Napoli
Se questo è un padre…
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