Cosa è successo davvero al Napoli Pride 2026?
Dopo giorni di polemiche e accuse reciproche, l’Arrevutamm Pride ha pubblicato un lungo comunicato per raccontare la propria versione dei fatti, ricostruendo le tensioni nate già nel 2025 e spiegando le ragioni della contestazione avvenuta durante il corteo.
Nel documento si parla del rapporto con Keshet, delle accuse di antisemitismo respinte dagli organizzatori, delle presunte aggressioni denunciate e delle fake news che, secondo Arrevutamm, avrebbero distorto quanto accaduto in piazza.
Nel nostro articolo ripercorriamo i punti principali del comunicato, riportando fedelmente le dichiarazioni degli attivisti e contestualizzando gli eventi che hanno segnato questa edizione del Pride napoletano.
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L’Arrevutamm Pride (@arrevutamm_pride) non è soltanto una parata, ma una manifestazione che rivendica diritti, inclusione e partecipazione politica.
Abbiamo ascoltato le testimonianze di chi ha scelto di scendere in piazza, tra genitori, attivisti e persone della comunità LGBTQIA+, approfondendo i temi dell’educazione, dell’intersezionalità e del legame tra Pride e altre battaglie sociali.
Nel nostro approfondimento analizziamo anche alcuni dei commenti più discussi comparsi sotto i video dell’evento, verificando con dati e fonti le affermazioni sulla cosiddetta “teoria gender”, sul ruolo del Pride e sui diritti LGBTQIA+.
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Napoli Pride 2025 tra luci e ombre: divisioni interne, accuse di transfobia e silenzi sul genocidio a Gaza. La comunità chiede chiarezza e giustizia. Non si può sfilare per i diritti ignorando chi ne è esclus*.
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