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Come spiegare l’omosessualità a chi non ci arriva — Prima parte

come spiegare l'omosessualità

Ci sono persone che conoscono il mondo Lgbt solo per sentito dire. La loro “cultura” si basa su luoghi comuni, pregiudizi condivisi e falsi miti. Ecco una piccola guida con i primi cinque consigli su come rispondere ad altrettante domande o esternazioni più o meno assurde che ancora tanta gente ci rivolge.

1- “Come fai a sapere di essere gay? Come e quando l’hai scoperto?”

Tu come e quando hai scoperto di essere etero? Come a te piacciono alcune persone di sesso opposto al tuo, te ne innamori, ti masturbi pensando a loro e non a quelli del tuo stesso sesso, a me piacciono quelli del mio stesso sesso, me ne innamoro, mi masturbo pensando a loro e non alle persone del sesso opposto al mio. È la stessa, identica cosa.

2- “Ma sei sicur*? Sei mai stat* con qualcuno del sesso opposto?”

E tu sei sicur* di essere etero? Sei mai stat* con un* del tuo stesso sesso? L’orientamento sessuale non è un vestito che si indossa, non è una scelta o una prova. È un istinto naturale. E la natura, a differenza dell’uomo, sa sempre ciò che fa e non sbaglia mai.

3- “Ho un sacco di amici omosessuali, vi adoro! Siete tutte persone molto sensibili, tutti artisti, tutti creativi e simpaticissimi…”

Anche se questo vuole essere un complimento, in realtà è un luogo comune che ingabbia i non eterosessuali in una categoria dove però non tutti sono davvero così sensibili, simpatici, artisti e creativi. Ci sono anche quelli che di creativo, artistico e sensibile non hanno proprio niente! Sarebbe come dire: “Ho un sacco di amici coi capelli rossi e tutti hanno gli occhi verdi.”

4- “Non potete pretendere che le vostre scelte vengano rispettate!” 

L’orientamento sessuale NON si sceglie! Come non si scelgono le persone di cui ci si innamora. Accade e basta. Scegliamo che scarpe indossare o che programmi guardare in tv. E in tv c’è certa roba, che di certo tu segui, che è veramente scandalosa. Indignati per quello, mai per l’amore.

5- “Ma, a voi lesbiche, non manca un vero membro maschile? Nel caso, potrei unirmi a voi?”

Pessima battuta da bar. Alle lesbiche il membro maschile non interessa. Se così non fosse, non sarebbero lesbiche. La natura ci ha dotato di migliaia di modi per godere e far godere. In tal senso, il fallo maschile non sempre è necessario. Fattene una ragione.

Non perdetevi il post di domani. La lista è ancora lunga.

Alessandro Cozzolino, life coach

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