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In Svizzera le persone transgender potranno cambiare i propri documenti in comune: l’Italia resta ferma a guardare

In Svizzera le persone transgender potranno cambiare i documento di identità in comune

La Svizzera, quest’anno, per la community LGBT+ sta facendo grandi passi avanti. Andiamo con ordine e vediamo cosa è successo nello Stato in questione.

È la mattina del 27 Ottobre 2021 e il Parlamento svizzero emana una legge che faciliterà, dal 1 Gennaio 2022, l’iter per cambiare sesso. In futuro, le persone transgender per cambiare i propri documenti, dovranno andare in comune e versare 75 franchi (72,30 euro).  Per un maggiorenne sarà possibile firmare in autonomia, per chi ha meno di 16 anni servirà invece la firma dei genitori e il consenso informato.

Il cambio sesso sui documenti non lederà, in nessun modo, i rapporti famigliari già esistenti. Ciò significa che, ad esempio, il matrimonio precedentemente celebrato non sarà annullato. In Italia, ovviamente, non è così. Attualmente, però, non sarà possibile inserire un terzo genere o un genere neutro.

A Settembre, inoltre, sempre lo stesso parlamento svizzero ha votato per il matrimonio egualitario nella nazione. Questo referendum ha dato esiti positivi. Infatti, dal 1 Luglio 2022, sarà possibile sposarsi tra coppie dello stesso sesso, adottare e la fecondazione in vitro per coppie lesbiche. Infine, la legge contro l’omotransfobia è stata “completata” nel 2020, comprendendo crimini d’odio e discriminazione indiretta.

Tra la Svizzera e l’Italia c’è un abisso sui diritti

Mentre gli altri paesi decidono di fare passi avanti, l’Italia rimane indietro. Il cambio sesso è regolamentato dalla legge 164 del 1982 che prevede un iter ben preciso per chi vuole sottoporsi a tale pratica. In primis, è necessario rivolgersi ad uno psicologo specializzato. Dopo una fase psichiatrica e endocrinologa (6 mesi circa solitamente, ma varia a seconda del soggetto) in un secondo momento, si passa al cambio documenti e alle operazioni.

Sostenere tutto ciò in Italia non è semplice. Pensate che, solo per il cambio sesso sui documenti sono necessari, all’incirca, 1.800 euro di spese legali se il reddito personale è superiore a 11.493,82. Non è facile dare un costo ben preciso poiché ogni preventivo va valutato caso per caso. Quindi, senza contare le operazioni chirurgiche che, se non coperte dallo Stato, costano anche migliaia di euro, essere trans in Italia può essere costoso. 

Il 5 Giugno 2016, sempre nel nostro Paese, è stato fatto un grande passo avanti, anche se altrettanti indietro. Con la Legge Cirinnà vennero dichiarate legali (finalmente) le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Per far passare la legge però è stata negata la stepchild adoption. Attualmente è illegale adottare per le coppie omosessuali. Inoltre, secondo la stessa legge, se si cambia sesso durante un unione civile il matrimonio verrà annullato (Art.26 e 27 Legge Cirinnà 2016). Insomma…danno da una parte e tolgono da altre due.

Legge contro l’omotransfobia: il tasto dolente italiano

Rigettata più volte dal Parlamento Italiano, la nostra nazione rimane senza una legge contro l’omotransfobia. La Costituzione Italiana (art. 3 ) sancisce il divieto di discriminazioni fondate su “condizioni personali”.

Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

A questo punto mi chiedo se siamo davvero tutti “uguali”. Se non ci siano cittadini di serie A e di serie B. In qualche modo cerco di spiegarmi quello che in realtà si riassume in una sola parola: Ingiustizia.

 

 

Raph

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