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Omofobia: da dove nasce?

“Se nasci maschio e non fai il maschio, non vai bene” e altre perle assurde che rovinano intere esistenze. L’omofobia è questo: la folle convinzione di avere il diritto di svalutare chi non rientra nello schema (malato) maschilista e patriarcale.

Siamo figli di una società di stampo maschilista e patriarcale dove, se nasci maschio, devi fare il maschio e comportarti come tale, altrimenti sei come le femmine, quindi inferiore. Con ogni probabilità, chiunque sia nato prima del 2000 troverà queste parole oltremodo disturbanti ma non poco familiari. Rappresentano la mentalità con cui molti di noi sono cresciuti, soprattutto in provincia. Quella mentalità medievale e bigotta per i più è solo un ricordo di un passato brutto e lontano, ma per qualcuno è un amaro presente. Un presente in cui ancora si esige che preferenze e caratteristiche maschili e femminili siano sempre ben distinte e nettamente separate, che non ci sia uno sconfinamento di ruoli di genere e che ciascuno segua il binario che la società ha già tracciato a seconda del sesso biologico con cui si viene al mondo.

La nostra è anche una società altamente sessuofobica e tutto ciò che ruota intorno al sesso non di rado provoca un profondo senso di disagio e frustrazione per via di certi diktat imposti dalla religione e precise convinzioni inculcate dalle tradizioni. Ancora oggi gli omosessuali vengono dipinti come promiscui, come se passassimo la giornate a fare sesso con chiunque mentre gli etero restano casti e illibati. Basta pensare e ricordare che negli anni Ottanta e Novanta, quando scoppiò l’epidemia mondiale di Aids, si diceva che fosse arrivata la giusta punizione divina per noi omosessuali peccatori. 

Tuttavia, mentre superstizione e ignoranza alimentavano pregiudizio e discriminazione, la medicina e la psicologia facevano le loro ricerche e indagini, dalle quali è emerso che i veri malati non sono gli omosessuali ma gli omofobi.

Noi omosessuali siamo nati e cresciuti in famiglie eterosessuali. Siamo stati “indottrinati” all’eterosessualità sin dalla nascita. Abbiamo visto, ascoltato e interagito con eterosessuali che non ci hanno mai parlato di omosessualità se non in termini estremamente negativi o in termini di accettazione, qualora qualcuno abbia avuto la fortuna di crescere in famiglie di mentalità aperta o gay-friendly.

Eppure siamo gay.

Siamo nati così, non l’abbiamo scelto. Proprio come nessun eterosessuale sceglie di essere eterosessuale. Ma diversamente dagli etero, qualcosa per noi è andato storto. In tutti i modi c’è stato fatto capire che avremmo avuto una vita d’inferno e non avremmo mai potuto essere felici, solo perché siamo gay. E noi ci abbiamo creduto, che sciocchi! Ecco perché la stragrande maggioranza delle persone Lgtb+ soffre di omofobia interiorizzata. 

Quello dell’omofobia interiorizzata è un altro tema che richiede uno spazio tutto suo. Per questo vi do appuntamento al prossimo post per un argomento molto delicato che riguarda da vicino tutti noi non eterosessuali.

Alessandro Cozzolino, life coach

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