Libreria Muziki: il progresso del self-publishing. Addentriamoci nel cuore di Napoli, dove Daniela E. fa da pioniera al mondo self italiano con la prima libreria dedicata all’autopubblicazione. Vediamo di più insieme.
Libreria Muziki: letteratura e arte nel cuore di Napoli
Ci troviamo nei Quartieri Spagnoli, un posto iconico per chi frequenta Napoli da turista. A due passi dal famoso murales di Maradona risiede un piccolo negozio di quartiere. Non uno qualunque: un temporary shop. Ed è proprio qui che, dal 10 al 12 Luglio, si è tenuta la Libreria Muziki, la primissima libreria dedicata al mondo dell’autopubblicazione -il self-publishing. Con l’associazione culturale Muziki Music Studio, capitanata da Daniela E., tantissimi autori hanno presentato le loro opere per tre giorni alla platea napoletana. Tra di loro anche una faccia conosciuta: Chi viene e chi va. Abbiamo intervistato Daniela E. sull’iniziativa, vediamo cos’ha avuto da dirci al riguardo dell’evento insieme.
Un nuovo modo di vivere la libreria
Abbiamo sottolineato a Daniela E. come il temporary shop è per natura un ossimoro: uno spazio pensato per sparire. Perché quindi scegliere questa forma per una missione culturale che mira a perdurare? Cos’ha dato la fugacità che un punto vendita stabile non avrebbe dato? Daniela ci risponde così: “Per prima cosa è stato un esperimento. Un temporary shop era l’ideale. La Libreria Muziki, inoltre, è diversa: vogliamo creare un nuovo concetto di libreria, un nuovo modo di viverla, e probabilmente non averla costantemente a disposizione aiuta ad accrescerne la particolarità“.
Libreria Muziki e la sua plurarità di voci
La Muziki ha una sua natura letteraria peculiare, accogliendo pluralità di voci. Cosa succede quando “quelli della scrittura” condividono lo stesso spazio fisico e lo stesso pubblico? Daniela E. ci dice: “È meraviglioso, è un incontro di “voci” diverse, come quando persone e diverse culture si mescolano tra loro. I colori della letteratura e i lettori hanno così maggiore accesso a tutte le sfumature, anche quelle che non hanno mai provato“. Le abbiamo poi chiesto della “decolonizzazione della letteratura” attraverso il self publishing. Da cosa, esattamente, si starebbe decolonizzando la letteratura? Da quali gatekeeper, estetiche o gerarchie editoriali? “Sicuramente quella di pensare al guadagno invece che all’opera in sé, si è troppo concentrati su quanti lettori acquisteranno un libro, piuttosto che su ciò che trasmette quel libro al lettore“.
Di più sugli autori in self e su chi ha presidiato
Molti degli autori che la Muziki porta in giro sono in self. Il temporary shop ha provato a legittimarli culturalmente, o ha piuttosto rivendicato con orgoglio la loro marginalità? Daniela E. pensa “Entrambe le cose. Ci stiamo prendendo il nostro posto nel mondo, e vogliamo anche far capire il nostro effettivo valore. È l’editoria attuale a sbatterci fuori da molte realtà, stiamo semplicemente affermando che possiamo auto pubblicarci e anche crearci una nostra libreria“. Quindi, con quali criteri è stato scelto chi entrava in scaffale e chi no? C’è stato un autore o un libro che avrebbero voluto includere e che, per qualche ragione, è rimasto fuori “Abbiamo cercato di dare a tutti la loro occasione“, ci risponde Daniela E., “ovviamente questo è un progetto finanziato dagli stessi autori, e questo è l’unico fattore che purtroppo non permette a tutti di riuscire a partecipare“.
Libreria Muziki: lettori e acquisti
Quello che più ci premeva sapere è se c’è stato un incontro con un lettore, durante l’esperienza, che ha ribaltato un’aspettativa su chi frequenta questo tipo di spazi. Daniela E. ci dice: “Una paura condivisa era quella di essere visti ancora una volta come letteratura di serie B, invece devo ammettere che l’accoglienza è stata ottima, anzi, in molti erano entusiasti“. Ma un temporary shop è per definizione anche un format di marketing e di vendita. Come ha quindi la Muziki tenuto insieme l’urgenza commerciale —che pure serve a far vivere gli autori emergenti, con l’ambizione culturale del progetto, senza che l’una schiacciasse l’altra? “In questo primo temporary shop della Libreria Muziki l’intenzione principale era la visibilità“, ci rivela quindi, “far capire che c’eravamo e che abbiamo intenzione di restare. Questa era la priorità sulla vendita, anche se, ovviamente, vendere i libri ci ha fatto molto piacere“.
Riflessioni finali sull’evento della Muziki
Chiuso il negozio fisico, cosa sopravvive davvero dell’esperienza —nella comunità di lettori, negli autori coinvolti, in Muziki stessa? “L’emozione di aver avuto finalmente lo spazio in una libreria e l’entusiasmo di farne presto una nuova“, è la risposta di Daniela E., e alla luce di questa esperienza, il prossimo passo sarà ripetere il format altrove, provare a renderlo permanente, o Muziki ha già in mente qualcosa di completamente diverso per portare i suoi autori ai lettori? “Sicuramente non ci fermeremo qui, e presto la libreria Muziki spunterà da qualche altra parte, per poi viaggiare anche in giro per l’Italia“. Allora, ora che il temporary shop ha chiuso i battenti: cos’ha sorpreso —nel bene o nel male, rispetto a come era stato immaginato in fase di progettazione? “Non avendo paragoni da poter fare“, ci rivela Daniela E., “essendo stati i primi, era tutta una sorpresa. Non ci eravamo prefissati qualcosa in particolare, ma siamo contenti e orgogliosi di aver raggiunto l’obiettivo principale: farci notare e urlare al mondo di essere orgogliosi autori self“.
Libreria Muziki: responsabili e partner
Per questa primissima edizione di libreria self, la Muziki ha portato a Napoli delle personalità e partner unici. In prima fila i tre responsabili della Muziki: per la letteratura Daniela E., che c’ha concesso l’intervista. Per l’arte Aeden Russo, che ha poi portato in estemporanea Monica De Cicco. E infine, con le sue esibizioni live, per la musica Fabio Esposito. Nei tre giorni è stata fondamentale la collaborazione con la blogger Lili Francese, con il suo brand Frog Art. Ma non solo: spiccano tra i vari partner organizzativi il Romance e il Fantasia Book Party, il Fantasy Day e il suo Film Festival, glab22napoli per la parte tipografica e di stampa, ed SOS Infermieri H24.
Ecco invece tutti gli autori
Ovviamente ritroviamo Daniela E., con Fino all’ultimo petalo – Quando la bella incontrò la bestia, Buonanotte e sogni d’oro, La giostra dei clown, La giostra delle bambole di pezza, Kohu e Loren. Alla Libreria Muziki sono stati invece presenti: Sonia Strangio (L’erede senza volto), Veronica Fogliano (Bacco & Venere, Le ricette di Nina e Fabian, Sex Drive), Pietro Cunsolo (La decima piaga, AnatomI.A. di un amore perfetto), Sylvie De Santis (Oltre il confine dei sogni). Ancora: Aeden Russo (Chi viene e chi va), Kathrine Vincenzi (Love letter in the sand), Ilaria-Rita Bianconi (Amnesia, La storia di Clarissa, La voce del bosco), Iris Nightmoor (Queen of chaos, La musa di Ade, Lie or die), Paolo Vincenti (I segreti di Oppido Tralignano, Saturae). Infine: Antonio Taverna (Il violino), e Sossio Giordano (Il suono della vita). Trovate tutti gli autori e i loro libri sulla pagina ufficiale Instagram della Muziki Music Studio.
Un grande grazie alla Libreria Muziki e a Daniela E. per averci concesso quest’intervista. Che il self publishing possa trovare lo spazio di successo che si merita!
Aeden Russo
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