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I TERF utilizzano il Gender Mapping Project per tracciare i fornitori di servizi sanitari trans

I TERF utilizzano il Gender Mapping Project per tracciare i fornitori di servizi sanitari trans; una dura realtà per i membri transgender, vittime di minacce terroristiche e di violenza, come successo a il Boston Children’s Hospital e il Children’s National Hospital di Washington DC. E sfortunatamente c’è molto da discutere.

Google Maps vs i servizi sanitari trans: cosa ne sappiamo?

L’FBI ha arrestato una donna americana per una falsa minaccia di bomba al Boston Children’s Hospital il 30 Agosto scorso. Ma quest’anno numerosi ospedali pediatrici dediti a cure mediche per transizione sono stati assaltati da minacce e violenze; come stanno ottenendo queste informazioni?

Un elenco online, il “Gender Mapping Project”, è la possibile causa. Fondato da Alix Aharon della TERF Women’s Liberation Front, tramite Google Maps raccoglie le posizioni di migliaia stabilimenti in tutto il mondo per le persone trans: centri di salute mentale per bambini e adolescenti, i chirurghi pediatrici e le cliniche di genere per giovani dai 16 ai 18 anni. Ma la mappa tiene traccia anche delle risorse per gli adulti transgender, come centri comunitari LGBT+ per giovani senza alloggio e persone bisognose.

Disponibile almeno da Febbraio 2021, ha ricevuto notorietà dopo che l’istruttrice della Harvard Law Cyberlaw Clinic, Alejandra Caraballo, l’ha portata all’attenzione dei media. In effetti, negli ultimi anni, molti gruppi trans-esclusivi l’avrebbero sfruttata per organizzare manifestazioni contro cliniche e medici pro affermazione di genere.

“Gender Mapping Project”: intenzioni

Il sito web prevede “l’abolizione dell’industria di genere” e incolpevolizza “coloro che stanno danneggiando i bambini”. “Date le minacce contro le cliniche e gli attacchi ai centri comunitari LGBT+, rappresenta un rischio immediato per ogni luogo elencato”, ha scritto su Twitter Caraballo. Sebbene Twitter abbia già agito, bandendo dalla sua piattaforma l’account del progetto, Google Maps aspettava un’ingiunzione del tribunale. “Abbiamo politiche chiare sui contenuti vietati, e quando li troviamo li rimuoviamo”, ha affermato il portavoce del team di Google. Nonostante i pretesti, l’azienda si è mossa lentamente; parliamo di 4.000 visualizzazioni medie, con vittime inondate di minacce. Solo di recente sul sito viene visualizzato un messaggio di errore per violazione dei Termini di servizio.

Uno screenshot del sito dove si legge l’utilizzo della mappa Google

Erin Reed ne svela il vero utilizzo: “Ha replicato i dati”

La mappa in realtà esisteva già: l’attivista trans Erin Reed ha il suo copyright, ed il Gender Mapping Project avrebbe copiato senza consenso informato. Con l’aiuto di thread e testimonianze di Reddit, Reed ha creato infatti la mappa di Google, che cataloga 786 cliniche: “ha ottenuto 1,5 milioni di visualizzazioni”, dichiarò all’uscita. E non ci sono voluti molti scavi per rendersi conto che “The Gender Mapper” aveva copiato tutto, anche i suoi stessi appunti ed errori di battitura.

Libs of TikTok può aver contribuito al progetto?

La campagna guidata da Libs of TikTok, un account Twitter con oltre 1,3mil di follower proprietà di Chaya Raichik, è stata spesso citata da personaggi di destra. In primavera è andata in tendenza accusando gli insegnanti LGBT+ di essere pedofili e “toelettatori”, ma adesso ha iniziato a criticare le strutture sanitarie per bambini, provocando un’ondata di molestie online e minacce telefoniche.

Una violenza che è “statisticamente probabile ma i cui dettagli non possono essere previsti”. Un atto del genere l’abbiamo già visto: vi ricordate del modo in cui l’ex presidente Donald Trump ha usato Twitter, causando l’insurrezione del 6 Gennaio, senza mai istruire esplicitamente i suoi seguaci? L’effetto valanga fa sentire le persone più disposte ad agire.

“Stiamo vedendo più persone che sentono, come durante l’insurrezione, che prendere d’assalto un ospedale potrebbe essere la loro unica opzione per difendere sé stesse e i propri valori”, ha detto Joan Donovan, una delle principali esperte di disinformazione con il Technology and Social Change Research Project presso lo Shorenstein Center on Media, Politics and Public Policy dell’Università di Harvard.

“Gender Mapping Project”: lo chiamiamo terrorismo?

Il Gender Mapping Project segue le sue scie. Aharon gode così di una plausibile negazione per qualsiasi violenza che potrebbe derivare: “La mia mappa è soggetta a interpretazione, non esprimo un’opinione, la mia mappa è semplicemente una risorsa”, ha detto. Il sito è anche un giornale sulle questioni mediche, riempito di blog cospirativi con titoli come “Pornografia hardcore, transgenderismo: creare contenuti per adulti redditizi per i bambini”, l’ultimo dei quali riguarda l’app YouTube Kids. Demonizzando la comunità transgender, è chiaro che lo scopo del progetto è mettere in pericolo i pazienti trans e gli aiuti che richiedono, e rendere il più difficile possibile la loro vita. Più a lungo la mappa rimane attiva, maggiori sono le possibilità che le continue minacce di violenza diventino tragedie fin troppo reali.

Uno screenshot del sito dove si radunano tutta una serie di articoli controversi

 

Cos’è successo quindi grazie a questo folle progetto?

A Giugno il gruppo estremista di destra Proud Boys interruppe le storie di drag queen per bambini presso la biblioteca pubblica di San Lorenzo, in California. Una portavoce dello sceriffo della contea dichiarò al The Post che gli investigatori trovarono un collegamento con un post di Libs of TikTok. All’inizio di questo mese, tre cliniche sono state prese di mira a New York, Seattle e Los Angeles.

Dietro le vicende di New York c’è la firma dell’attivista K. Yang, alias “The Deprogrammer“, fautrice di una serie di pagine per la “pubertà sana”: “L’ideologia transgender”, ha detto, “confonde le nozioni di sesso e genere, ed insegna ai bambini che c’è qualcosa di sbagliato nei loro corpi, invece di aiutarli a vivere in un mondo patriarcale”. Era presente anche il TERF Collective, un “sindacato di 405 membri di femministe radicali che lavora per porre fine alla campagna internazionale di cancellazione delle donne”. La fondatrice Jesika Gonzalez di è accodata alla Yang, affermando chiaramente che il gruppo “non crede nel concetto di ‘trans'”.

Come la disinformazione rende tutto più difficile

Hodax, un endocrinologo pediatrico, ha affermato che c’è “molta disinformazione” sul suo lavoro. Ad esempio, i critici spesso parlano dei bloccanti della pubertà per i loro effetti irreversibili, quando la scienza suggerisce il contrario. In effetti, sono i cambiamenti corporei della pubertà permanenti, rendendo generalmente molto più difficile la transizione se si sceglie di farlo dopo. C’è anche molta disinformazione su come vengono prese le decisioni, ha detto Hodax. Gli attivisti trans-esclusivi parlano dei bambini come “esperimenti”. Ad Aprile e Maggio, il Texas e l’Arkansas hanno rispettivamente vietato l’uso della terapia ormonale sostitutiva e dei bloccanti della pubertà per i bambini per questo; dozzine di altri stati hanno adottato misure simili.

Ma la maggior parte delle volte, “il paziente ha parlato con i familiari per almeno diversi mesi, se non un anno”, ha detto Hodax. “Durante gli appuntamenti in clinica, trascorriamo molto tempo a discutere dei benefici e dei rischi dei farmaci che stiamo utilizzando. Parliamo molto con i pazienti dei loro obiettivi”. Il rimpianto della transizione è molto reale in alcuni casi, ha detto Hodax, e come molte procedure elettive, vengono commessi degli errori. “Alcuni di loro si sentono legittimamente come se non fossero trans dopo aver deciso di effettuare la transizione”, ha fatto eco Reed. “Ma molte persone agiscono all’inverso perché non hanno ricevuto supporto, e perché la paura di continuare a esistere come persona è più della paura di cercare di adattarsi”.

Aeden Russo

Fonte: Them, Salon, Insider, WashingtonPost, Impact

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