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Covid-19 la speranza dall’HIV!

“All’ospedale Cotugno di Napoli, 2300 persone sieropositive vengono seguite con la terapia antiretrovirale, e tra loro, quasi il 90% non si è infettato con il coronavirus! L’idea è che le cure utilizzate per evitare che l’HIV diventi AIDS, le abbiano protette.”

E’ con queste parole che apre il Tgr Leonardo del 3 aprile.

 

L’HIV esiste ancora, checché ne pensi Vauro. Tuttavia la medicina ha fatto passi da gigante contro questo virus, migliorando notevolmente la qualità di vita delle persone contagiate e non solo.

Oggi i trattamenti contro l’HIV prevedono l’assunzione di un mix di farmaci (parliamo di «terapia combinata contro l’HIV») che bloccano la proliferazione del virus nel sistema immunitario ma non lo debellano dall’organismo. Per questo motivo i trattamenti vanno fatti a vita.

Se poi nel 2020 c’è ancora qualche politicante o consacrato omofobo e senza cultura che ritiene che il Covid-19 sia una maledizione divina per causa dei gay, ecco per loro lo schiaffo, pardon, la risposta per mano della scienza e per bocca di due medici dell’ospedale Cotugno di Napoli, ospiti al TG Leonardo.

 

Il nosocomio napoletano è in prima linea sia nell’assistenza alle persone sieropositive che nella lotta al Covid-19 nella regione Campania. Eccellenza del sud, vanta un record che speriamo rimanga tale: alla data di oggi, nessun sanitario della struttura risulta infettato dal Coronavirus.

In aggiunta a questa buona notizia, I medici napoletani – intervistati dal TgLeonardo –  hanno dichiarato:

“Tra tutte le persone ricoverate al Cotugno per il Covid-19, nessuno risulta sieropositivo”. Proseguono: “Il virus dell’HIV ha un sistema disgregante sul sistema immunitario, come anche il Covid, questa analogia fa avanzare delle ipotesi ottimistiche relative all’impiego degli antivirali da HIV, anche per il Coronavirus”, e ci rassicurano che la stessa casistica dell’ospedale napoletano è stata riscontrata anche a Wuhan con cui si sono confrontati.

Precisano che questa è una valutazione su base osservazionale.

Inoltre, solo in Italia, sono ben sei le sperimentazioni cliniche avviate alla data di oggi.
Tra tutte, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha reso disponibile l’associazione di due farmaci: lopinavir/ritonavir, già impiegata contro l’HIV, in sostanza un antiretrovirale (n.b. non abbiamo elementi per sapere se sia o meno lo stesso mix di medicinali utilizzato a Napoli).

Tuttavia, un primo studio svolto a Wuhan e pubblicato sul New England Journal of Medicine, non ha fornito dati incoraggianti, ma questo non spegne la speranza. Secondo l’AIFA e l’OMS infatti, è possibile che i due farmaci funzionino meglio in combinazione con altre terapie o che siano efficaci se somministrati più precocemente.

Il sito dell’AIFA è costantemente aggiornato sulla pandemia da Covid-19 e sulle sperimentazioni attualmente in corso.
Aggiornano e condividono tutte le nuove informazioni relative alla sicurezza ed efficacia di tali trattamenti, pertanto non deve sorprendere la condivisione di nuovi dati per lo più incompleti. Le nuove evidenze impongono alcune modifiche rispetto alle decisioni assunte solo poche settimane fa.

Qui l’intera puntata del TgrLeonardo del 3 aprile 2020

N.B. Tutte le notizie riportate in quest articolo sono state riprese fedelmente dal servizio del tg sopra citato e dal sito dell’Aifa aggiornato alla data del 3 aprile 2020.

In veste di autore dell’articolo, desidero ribadire che il blog non ha nessuna pretesa scientifica, casomai di condividere. Gà in passato ho sottolineato nei miei servizi la necessità di verificare sempre le notizie da parte (anche) del lettore. Questa attenzione andrebbe probabilmente rivolta sia nei confronti dei piccoli blog come il nostro, che delle testate “ufficiali” che non di rado si sono rese complici e protagoniste di fandonie clamorose. I blogger di questa pagina  lavorano motivati soprattutto dalla passione (ovvero a titolo completamente gratuito), e da un profondo senso di responsabilità. Qualità come indipendenza e merictocrazia che non sono sempre garantite dall’appertenenza ad un albo. Altresì riteniamo che il rispetto e la correttezza professionale debbano restare principii irrinunciabili e ricordiamo che in Italia resta viva una discussione attorno ai metodi di attribuzione del titolo di giornalista, che ovviamente non rappresenta di per sé un sinonimo di onestà intellettuale né di competenza.

Per restare aggiornati sull’evolversi della ricerca in Italia e non solo, invitiamo tutti i nostri lettori a verificare e controllare il sito dell’AIFA.

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