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Aggressione omofoba a Jean Pierre Moreno: il giudice nega aggravante e l’aggressore resta (quasi) impunito

Tutti noi ci ricordiamo, anche tu che stai leggendo, l’aggressione omofoba a Jean Pierre Moreno avvenuta nella Capitale lo scorso 26 febbraio 2021 (la notizia venne alla luce solo il 20 marzo). L’attivista LGBT+, infatti, fu preso a pugni da uno sconosciuto all’interno della stazione Valle Aurelia di Roma. La matrice di questa brutta pagina di cronaca italiana è, come spesso accade in questi casi, l’omofobia. Siamo consapevoli che molti partiti e politici hanno difficoltà a riconoscerla. A noi, invece, ci sembra abbastanza facile individuarla e capire quale sia.

Considerazioni a parte, che poi tanto considerazioni non sono dal momento che sono frasi dette realmente da alcuni politici, il 27 aprile, dopo più di un anno, si è tenuta la prima udienza in merito a questo caso. Il giovane si è costituito parte civile, invece l’aggressore non si è nemmeno presentato. Fin qui potrebbe essere tutto normale. È a fine dibattimento che arriva la beffa per il ragazzo e anche per tutta la comunità LGBT+.

Il giudice, infatti, pare abbia ufficialmente accusato solo di lesioni personali l’omofobo. Ciò significa, dunque, che ha negato l’aggravante dell’omofobia per “futili motivi”. Effettivamente in Italia non esiste una legge che tuteli concretamente tutte le persone allo stesso modo. Per questo motivo ci sarebbe bisogno del Decreto Omotransfobia. Purtroppo, però, sappiamo che è il DDL Zan è stato affossato a suon di applausi.

Da quel giorno, in cui l’Italia face l’ennesima figuraccia Mondiale sui diritti civili, sono passati 6 mesi e ora il DDL Zan potrebbe tornare in Senato. Una seconda possibilità per il DDL Omotransfobia che, però, sembra più uno specchietto per le allodole. Se non è stato approvato a ottobre, cosa pensa sia cambiato Zan in appena mezzo anno? Inoltre, così com’è, il DDL in questione non tutela realmente gli LGBT+.

Aggressione omofoba a Jean Pierre Moreno: il DDL Zan lo avrebbe tutelato maggiormente in fase di processo?

L’aggressione omofoba a Jean Pierre Moreno, con relativo video, ha fatto il giro del web a livello mondiale. L’Italia, dunque, ha fatto l’ennesima figuraccia planetaria mostrando quanto sia indietro quando si tratta di diritti civili. Il DDL Zan avrebbe tutelato maggiormente la vittima e punito l’aggressore in modo esemplare? Ni.

Come ha più volte sottolineato il Portavoce del Partito Gay Fabrizio Marrazzo, infatti, il DDL Omotransfobia non tutela in modo concreto e reale le persone LGBT+. Gli articoli 4 e 7, voluti dal centro-destra e approvati dalla sinistra, renderebbero il Disegno di Legge in questione incompleto. Il primo, infatti, permetterebbe alle persone di dire che gli LGBT+ sono malati mentali in quanto tali. Il secondo, invece, ostacolerebbe la formazione nelle scuole per combattere odio, discriminazioni e omofobia. Senza tener conto, inoltre, che Italia Viva vorrebbe l’abolizione dell’Articolo 1 che, invece, è fondamentale per l’identità di genere.

Insomma, l’Italia ha bisogno del Decreto Omotransfobia perché Jean Pierre Moreno sarebbe stato maggiormente tutelato e l’aggressore punito in modo esemplare. Questo è in dubbio. Quello che ci fa rimanere dubbiosi è l’efficacia concreta di questo DDL Zan, essendo già un compromesso al ribasso per la tutela della comunità LGBT+. Infine, come già scritto qualche paragrafo sopra, cosa pensa sia cambiato il Deputato del PD Zan a livello politico da 6 mesi a questa parte? Poco o niente. È anche vero che si avvicinano le elezioni…e allora perché non fare propaganda politica per accaparrarsi i voti della nostra comunità? Uno specchietto per allodole fatto sulla pelle delle vittime di omobilesbotransfobia.

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