
Giornata internazionale della visibilità transgender: oggi più che mai ne abbiamo bisogno. Vediamo in questo 31 Marzo cosa c’è ancora bisogno di fare per andare avanti.
Giornata internazionale della visibilità transgender: la storia
Quest’oggi ricade la Giornata internazionale della visibilità transgender, ed ora più che mai ne abbiamo bisogno. Non dovrebbe essere l’unica occasione in cui si sensibilizza contro le discriminazioni. Eppure le persone transgender in tutto il mondo ne sono colpite sempre di più. Si deve questa ricorrenza a Rachel Crandall, attivista statunitense transgender. Nel 2009 ricordò al mondo che l’unica data dedicata alla sua comunità riguardava solo le vittime di odio. C’era invece bisogno di un giorno indirizzato specificamente per la visibilità. Nel 2014 divenne per la comunità LGBTQIA+ a livello internazionale un giorno simbolo.
Perché ne abbiamo bisogno?
Perché abbiamo bisogno di una giornata internazionale? Perché al momento corrente la comunità transgender si ritrova nel fuoco incrociato. Non solo le politiche promosse da Donald Trump si stanno diffondendo a macchia d’olio. Ma le conseguenze di questa comunicazione unilaterale di stampo d’estrema destra sta portando violenza e morte ovunque vada. Vi parlerò di alcuni degli avvenimenti più delicati dell’ultimo periodo. Testimonianze, fatti veramente accaduti. E non quelle stupidaggini che la politica vi serve su un piatto d’argento senza dibattito alcuno.
Per contrastare le politiche contro la comunità transgender
Partiamo dal prima citato Donald Trump. I suoi ordini esecutivi mirano direttamente alle persone transgender e non binarie da quando è tornato in carica. Prima di tutto parla di “mutilazione e sterilizzazione di bambini“, un linguaggio forte ed errato. Ma “quando hai il comandante in capo della nazione che demonizza le persone transgender, invii certamente un segnale a tutti gli americani“, ha detto Sarah Warbelow, direttrice legale di Human Rights Campaign. Ed è un grandissimo passo indietro al riconoscimento dei diritti fondamentali della comunità.
Il binarismo è un costrutto sociale errato
Il primo passo falso è stato fatto dichiarando che il governo riconoscerebbe solo due sessi immutabili: femmina e maschio. Il tutto mascherandolo come un atto femminista, per proteggere le donne come la loro “dignità, sicurezza e benessere“, dice l’ordine. Andrea Lucas, presidente ad interim della Commissione per le pari opportunità al lavoro, ha persino affermato che “Il sesso biologico è reale, e conta“. Certo, peccato che la biologia a cui si riferiscono sia datata anni orsono, e che in realtà è molto più complessa di un concetto binario.
Ma vediamone di più in questo intervento: La fabbrica dell’adolescente transgender
Il concetto d’ideologia gender distrugge la comunità transgender
Le informazioni su ciò che Trump chiama “ideologia gender” sono state rimosse dai siti web del governo federale. Il termine “genere” è stato sostituito da “sesso” per adeguarsi all’ordine. L’Ufficio delle prigioni ha smesso di segnalare il numero di persone transgender incarcerate. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno rimosso le lezioni sulla costruzione di ambienti scolastici di supporto per studenti transgender e non binari. Il Dipartimento di Stato ha prontamente smesso di concedere richieste di passaporti nuovi o aggiornati con marcatori di genere che non sono conformi alla nuova definizione. Questo e molto altro sta accadendo in America.
Solo alcuni dei passi falsi che si stanno portando avanti
Le donne transgender si sono trasferite nelle carceri maschili. Ci sono state almeno due cause legali che hanno cercato di bloccare la politica. In uno, un giudice federale ha detto che una donna transgender in una prigione del Massachusetts dovrebbe essere ospitata con la popolazione generale di una prigione femminile e continuare a ricevere cure mediche di affermazione di genere per ora. E ancora: Trump ha posto le basi per un divieto alle persone transgender nell’esercito. Ha persino affermato che essere transgender “è in conflitto con l’impegno di un soldato per uno stile di vita onorevole, sincero e disciplinato, anche nella propria vita personale“.
Che i giovanissimi transgender non vengano nemmeno appoggiati dalla sanità
Si va avanti sempre in peggio. Trump ha chiesto di fermare l’uso del denaro federale per sostenere l’assistenza medica di affermazione di genere. L’assistenza in questione include farmaci che bloccano la pubertà, terapia ormonale e chirurgia di affermazione del genere. Invita anche il Congresso ad adottare una legge contro l’assistenza. Ventisei stati hanno già approvato leggi che la vietano o limitano ai minori. Alcuni ospedali hanno messo in pausa alcune cure di affermazione di genere.
Vi ricorda qualcosa?
Un altro ordine esecutivo cerca di fermare l'”indottrinamento radicale” nel sistema scolastico della nazione. Vi suona familiare, per caso? Forse perché ne abbiamo uno simile qui in Italia. Questa proposta impedisce alle scuole di utilizzare i fondi federali per sostenere gli studenti in transizione sociale, o che stanno utilizzando il loro curriculum per promuovere l’idea che il genere possa essere fluido, insieme a certi insegnamenti sulle etnie. Non si possono quindi utilizzare nomi e pronomi che si allineano con l’identità di genere degli studenti transgender piuttosto che con il sesso che è stato assegnato loro alla nascita.
Abbiamo discusso più nel dettaglio della questione Trump qui: Donald Trump, diventando presidente, potrebbe rovinare la vita a moltissimi giovani LGBTQIA+
Le conseguenze sulla comunità transgender in Italia
Ma come si riflette tutto ciò da noi in Italia? In tutto e per tutto nelle nostre prese di posizione politica, indubbiamente. Alexandra Garufi, influencer di 21 anni di Sesto San Giovanni, si è uccisa per questo. Poco prima di togliersi la vita aveva parlato sui suoi profili del declino negativo sui social media. Si è sparata con la pistola di suo padre, una guardia giurata. Il suo percorso di transizione è stato difficoltoso. Per quanto la sua figura sia stata notoriamente controversa al riguardo non meritava determinati messaggi online. Critiche e pesanti insulti omofobi, anche dopo la sua morte. Al momento si sta seguendo una pratica d’istigazione al suicidio e omessa custodia di arma da fuoco da parte degli inquirenti.
Piccola postilla che riguarda la comunità LGBTQIA+ tutta
Un padre di 75 anni avrebbe addirittura incaricato un sicario di picchiare il figlio solo perché omosessuale. Non voleva che seguisse la sua carriera da medico. Nel 2020 patteggiò per due anni di carcere, da qualche giorno è arrivato anche il riconoscimento del danno biologico. “Dal punto di vista medico legale è un grande traguardo“, è il commento del medico, assistito dall’avvocato Maximiliano Bruno. Non solo la diffamazione sui social, ma le offese e aggressioni si sono protratte anche fisicamente. Il giovane ha avuto in conseguenza problemi di ansia e depressione, con conseguenti danni permanenti alla psiche.
Essere transgender in Italia: la mia testimonianza
Vorrei riportarvi un’altra testimonianza, la mia. Da anni sono pubblicamente attivista dei pari diritti LGBTQIA+. Questi sono solo alcuni dei commenti anonimi che mi sono arrivati: “Se avessi un figlio come te lo affogherei nell’acido. Da vomito“. O ancora: “Finalmente qualcuno che ammazzerebbe questi schifosi trans, mi associo“. “Fai pena, non rompere e sparisci da questo mondo. Sei femmina sei un essere umano, invecchi e muori come tutti… Avete creato una pseudo teoria su un genere privo di fondamenta valide“. “Insisto sul farti da parte e riflettere va, sempre che tu riesca“. Frasi che ho condiviso pubblicamente sui miei social. Io sono stato segnalato per linguaggio violento. Loro che l’hanno potuto scrivere no.
Mi si augura persino di morire di cancro
Vorrei che il tutto si concludesse qui, ma non è così. A Settembre dell’anno scorso ho dovuto cancellare il mio profilo TikTok. Sono stato vessato da un utente che, nel raccontare della mia battaglia contro il melanoma, mi ha detto che non sarei rimasto al lungo. Al mio “ti auguro la vita che meriti” rispose: “Esatto. VITA”. Ha poi continuato a rispondere ai miei commenti positivi dicendo che non sarei rimasto in vita tanto ancora. Tutt’oggi non trovo le forze per inserirmi nuovamente in piattaforma, nonostante ci lavorassi attivamente. Queste sono le conseguenze della violenza e dell’odio mediatico di oggi. Non solo contro la comunità transgender, ma contro l’essere umano libero di vivere.
Lasciate la comunità transgender libera di vivere
Chiedo quindi a voi tutti: è giusto che una persona debba vivere tutto questo? Demonizzata dalle figure al potere. Vedere i propri documenti negati o modificati senza il proprio consenso. Essere colpita a scuola, in carcere, al lavoro e nel privato solamente per la sua identità. Negata l’assistenza sanitaria. Offesa e derisa nella vita offline come in quella online. Perché questa è la normalità per una persona transgender. È il motivo per il quale esiste una giornata della visibilità: perché siamo invisibili. Uccisi silenziosamente dalla società odierna.
Per tutte quelle persone colpite dallo Stato, dai cittadini, dalla famiglia e gli amici. Vi vedo, vi sento, combatto per voi. Nessuno spegnerà la mia voce. La nostra voce.
Aeden Russo