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Sanremo 2022 un po’ a tinte rainbow e il duo Pillon-Adinolfi perde la testa

Sanremo 2022 pro LGBT+ con Mahmood, Blanco, Achille Lauro, Rappresentante di Lista e Michele Bravi

Nella prima serata di Sanremo 2022 abbiamo assistito ad una buona dose di arcobaleno. Tra Achille Lauro, da sempre pro LGBT+ e “La Rappresentante di Lista” i colori rainbow hanno iniziato ad impadronirsi del palco. Sebbene ci sia stato un bacio, seppur con le mascherine, tra Amadeus e il Direttore di Rai Uno Stefano Coletta è dopo l’esibizione di Michele Bravi che tutti i colori si sono intensificati di più.

Mahmood e Blanco si sono esibiti con il brano Brividi e dobbiamo ammettere che ci sono venuti veramente. La performance, infatti, potrebbe essere catalogata come quella più romanticamente omoerotica della storia del Festival di Sanremo. Mani che si sfiorano, sguardi che si incrociano e corpi che quasi si sembrano toccare. Tutto questo è avvenuto su uno dei palchi più importanti d’Italia, in prima serata e tra due uomini.

Potremmo dire che nella prima serata, la parte LGBT+ sia andata bene. Niente eccessi e nessuna discriminazione (a parte i fiori che continuano a non dare ai cantanti uomini e non si capisce perché). Ovviamente, la nota dolente arriva dai Social e dalle solite due persone che si lamentano per ogni cosa che sia normale e assolutamente naturale

È bastato un accenno di LGBT+ a Sanremo 2022 che Pillon e Adinolfi hanno perso la testa

Simone Pillon, Senatore della Lega (Nord), e Mario Adinolfi, “Leader” del Popolo della Famiglia, hanno perso la testa guardando la prima puntata dell’1 febbraio 2022 di Sanremo 2022. Pare, infatti, che su Twitter i due abbiano iniziato a sparare a zero su Achille Lauro, perché si è battezzato, e sul bacio tra Amadeus e Stefano Coletta.

Non contenti hanno continuato a inveire senza senso, a colpi di cinguettii, dopo l’esibizione e il brano di Mahmood e Blanco. Una serata indigesta per i due citati sopra. Vi consigliamo di andarvi a leggere i tweet. Noi non li pubblichiamo perché di pubblicità gliene abbiamo fatta anche troppa. Solo una domanda ai due soggetti in questione: se il Festival vi è così tanto indigesto, perché lo guardate? Potreste spegnere la tv e aprire un libro, ad esempio. Male non vi farebbe.