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L’omofobia ‘Libera’ di Vittorio Feltri: ecco cosa ha detto in diretta

Pochi giorni fa Vittorio Feltri ha dato una delle tante prove della sua omofobia. In un breve video messo a disposizione da ‘LiberoTv‘, ha infatti affermato che preferirebbe morire prima che l’omosessualità diventi obbligatoria. Nonostante l’assurdità di questa dichiarazione, Feltri ha detto cose che potrebbero non essere percepite come omofobe. Vediamo insieme perché.

Omofobia di Feltri: Cosa ha detto?

Così come molti altri personaggi pubblici, Feltri afferma di avere molti amici gay e di non provare nessuna repulsione nei loro confronti. Sebbene possa sembrare una frase innocua, in realtà nasconde un atteggiamento difensivo volto a proteggere ciò che, secondo Feltri, andrebbe protetto: il paradigma eterosessuale.

Questa sua intenzione viene confermata pochi secondi dopo, quando afferma che oggi l’omosessualità è diventata “un orgoglio”. É infatti tipico di chi ha un privilegio far intendere che gli attivisti per i diritti delle minoranze sono andati “troppo avanti”. In sostanza, finché i gay ottengono diritti e possono fare cosa vogliono, non c’è problema. Tuttavia, se l’identità gay diventa motivo di orgoglio, è in grado di mettere in pericolo le persone che storicamente hanno oppresso ogni tipo di minoranza sessuale.

Infine, Feltri dichiara che preferirebbe morire prima che l’omosessualità diventi obbligatoria. É il culmine della sua omofobia e del suo distacco dalla realtà, poiché non si rende conto di quanta discriminazione sia ancora oggi presente nei confronti delle persone omosessuali. Sarebbe inoltre impensabile immaginare un contesto sociale in cui l’omosessualità diventi obbligatoria: il paradigma eterosessuale è radicato da millenni nella nostra cultura e, se così non fosse, non ci sarebbe alcun bisogno di attivisti che si battono per i diritti delle minoranze.

Discriminazione indiretta

Feltri ha utilizzato argomenti che possono sembrare convincenti per molte persone. Chi è abituato a uno sguardo critico nei confronti di affermazioni che possono sembrare tolleranti, si accorge di come certe frasi siano un campanello d’allarme. Ad esempio, iniziare una frase con: “Non ho niente contro i gay”, o “Ho molti amici omosessuali”, implica quasi sempre un “ma”, cioè un atteggiamento ostile e spesso omofobo.

Come spiega Contrapoints nel suo ultimo video, le discriminazioni indirette (in inglese “indirect bigotry”) sono difficili da riconoscere. Anziché insistere su un attacco diretto o su vere e proprie ingiurie, le persone che discriminano in modo indiretto cercano di difendersi, mettendo in gioco argomenti come la libertà di espressione, il decoro o il politicamente corretto.

Però adesso è diventato un orgoglio e se devo dirla tutto prima che diventi obbligatoria io preferirei morire“. Parlando in questo modo dell’omosessualità, Feltri conferma la sua malcelata omofobia. D’altro canto, anche il quotidiano di cui è direttore ci ha già abituato a titoli omofobi in prima pagina. Non basta affermare di avere amici gay o di non provare repulsione: rispettare gli altri è qualcosa di molto più impegnativo. E Feltri non è in grado di farlo.

 

 

Nora

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