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Fabio Cannavaro e Asprilla: la diretta omofoba su Instagram (il video)

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Fabio Cannavaro e la diretta su Instagram insieme a Faustino Asprilla che prende una piega omofoba indecente.

Durante questo lockdown causato dalla pandemia da Covid-19, abbiamo visto spesso dirette sui social da parte di personaggi famosi. Un modo simpatico per passare del tempo insieme ai propri follower e a vecchi amici ricordando il passato.


Non è stata troppo simpatica, però, la diretta dell’ ex giocatore di Napoli, Parma, Inter, Juventus e Real Madrid che da anni vive in Cina e allena il Guangzhou.
Qualche giorno fa, l’ex pallone d’oro e calciatore della nazionale italiana, ha avviato una diretta su Instagram. Nel live social è intervenuto anche il suo ex compagno di squadra ai tempi del Parma Faustino Asprilla.

L’ex campione del mondo con l’Italia nel 2006 ha iniziato la diretta su Instagram facendo ogni tipo di domanda al suo ex compagno di squadra colombiano.
Hanno iniziato a ridere, a scherzare e a ricordare i vecchi tempi passati insieme nella squadra Ducale.
Come viene riportato anche da “gaynews.it“, al minuto trentaquattro circa (ma in fondo all’articolo trovate solo il pezzo della parte incriminata), “Tino” Asprilla decide di raccontare un aneddoto che fa sbellicare dalle risate il bel napoletano, ma decisamente meno la comunità LGBT+.
Un racconto a sfondo omofobo che ci ha lasciato senza parole e di cui nessuno ha mai parlato.
Neppure ora che è stato ritirato fuori a distanza di venticinque anni.
Si è preferito, infatti, ricordare le prodezze dell’attuale cinquantanne colombiano avvenute con cinque ragazze in una volta sola.

Fabio Cannavaro in diretta su Instagram se la ride di gusto mentre Asprilla gli racconta che voleva ammazzare di botte con la cintura un “finocchio vestito da donna”

Asprilla-e-Cannavaro-in-diretta-instagram-voleva-picchiare-ragazzo-gay-a-MilanoIo e Massimo Crippa, racconta Asprilla, eravamo a Milano e siamo andati in un ristorante.
Avevamo bevuto champagne, tequila, di tutto. Eravamo un po’ ubriachi e usciti dal locale dovevamo andare a ballare all’Hollywood.
Eravamo in macchina sulla strada per la discoteca quando ad un semaforo c’era “un finocchio lì di fianco che si vestivano da donne lì a Milano.”
Continua a ricordare l’ex calciatore del Parma, con un italiano discutibile, ma ci sta e prosegue…
Allora gli ho detto: “vieni, quanto costa passare la notte con te?” Lui mi ha risposto: “Non costa niente, perché a me non piacciono i neri.”
“Io, sono balzato fuori dalla macchina sfilandomi la cintura per picchiarlo e ho iniziato ad inseguire quel finocchio.
Correva più di me questo, ma io volevo picchiarlo. Alla fine è riuscito a scappare quel finocchio.”

Si conclude così l’aneddoto scioccante di Asprilla raccontato in diretta su Instagram insieme a Cannavaro, dove erano collegati migliaia di utenti.
L’ex campione del mondo, inoltre, era piegato in due dal ridere.
Ma cosa c’è da sbellicarsi tanto in questo racconto così omofobo?!
Se lo è domandato anche Vladimir Luxuria che, in un post su Twitter, ha domandato se è questo il calcio.
Purtroppo, l’omofobia nel mondo del pallone è tollerata, anzi…sembrerebbe essere normale.
Nonostante ci siano giocatori di serie a come Albin Ekdal che si battono per la totale inclusione, non è sufficiente per distruggere questo mostro.
Ce ne sono tanti altri, infatti, che ridono a crepa pelle di fronte ad episodi omofobi.

Certo…il ragazzo che ha respinto le avance di Asprilla, poteva rifiutarsi senza tirare in ballo il colore della pelle dell’ex giocatore.
Che poi, bisogna vedere se è vero che gli ha detto di no per quel motivo.
Di uno ubriaco e che insegue una persona per picchiarla con il cinturone c’è poco da fidarsi.
Potrebbe aver scelto di buttarla sul razzismo per uscirne un po’ più pulito.
Ad ogni modo, a prescindere da questo, non è giustificabile e ammissibile l’eccessiva reazione avuta dal colombiano e le risate di Fabio Cannavaro.

Che poi…un’altra considerazione che mi viene da fare è questa:
quando si è con l’alcool in corpo si è quasi privi dei freni inibitori.
Ci si lascia andare e non si pensa a niente e anzi…si fa quel che ci va realmente di fare.
Di conseguenza, mi chiedo: se l’ex giocatore voleva passare la notte con un altro uomo è perché non disdegna…no?
E quindi, non è che le cinque ragazze con cui sostiene di aver passato una notte anni fa, in realtà, sotto sotto tanto ragazze non erano?

Battute, provocazioni e riflessioni a parte, ci auguriamo che entrambi i giocatori chiedano quanto meno scusa a tutto il mondo LGBT+ per l’omofobia gratuita emersa durante la diretta Instagram.

Simone D’Avolio

Il presente articolo rappresenta unicamente i pensieri e le idee del proprio autore.

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