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DDL Omotransfobia, PD potrebbe aprire a modifiche. Marrazzo Partito Gay: È pericoloso. Che programma hanno?

Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay, presente il candidato sindaco alle elezioni comunali di Milano 2021 Mauro Festa

Il DDL Zan potrebbe tornare presto ad essere oggetto di discussione in Senato. Monica Cirinnà e Alessandro Zan del PD si dicono fiduciosi e pensano che questa sia la volta buona. La volta buona per rendere questo paese un po’ più civile. L’Italia, infatti, è molto più vicina a Ungheria e Polonia che agli altri paesi europei che, invece, un DDL Omotransfobia lo hanno. E anche da molto tempo. Una domanda, però, ci sorge spontanea: come pensano di avere i voti, i numeri, se fino a 6 mesi non c’erano?

In questo lasso di tempo, infatti, è cambiato poco o nulla. E allora, cosa hanno pensato bene di fare coloro che dicono di essere i paladini dei diritti LGBT+? Che domanda. Aprendo alle modifiche sul DDL in questione. È ovvio. Stando alle dichiarazioni di Enrico Letta, riportate anche da La Stampa, il partito che si definisce progressista pare abbia deciso di cambiare qualcosa nel testo. Questo, però, rischia di essere un pericolo per le persone della nostra comunità.

Il DDL Zan, infatti, era già un compromesso al ribasso così come era stato approvato alla Camera. Nello specifico, l’Articolo 4 consentirebbe di chiamare malati ed inferiori le persone LGBT+, in quanto tali, al fine di tutelare le culture discriminatorie. L’Articolo 7, invece, metterebbe una pietra tombale sulla formazione contro odio e discriminazioni verso LGBT+ nelle scuole. Cosa significa, dunque, “Aprire a modifiche per farlo approvare?” Peggio di così non si può fare. O forse sì. Effettivamente, il Partito Democratico potrebbe decidere discendere ancora di più a compromessi al ribasso e di togliere l’Articolo 1 sull’identità di genere. In questo caso, dunque, le persone trans, e non solo, rimarrebbero senza tutele.

A lanciare l’allarme di quello che (non) sta facendo il PD per la comunità LGBT+ è stato Fabrizio Marrazzo, Portavoce del Partito Gay, il quale con un comunicato stampa ha chiesto maggiori chiarimenti a riguardo. Leggiamolo insieme.

PD potrebbe aprire a modifiche su DDL Zan, Marrazzo del Partito Gay fiuta il pericolo: ecco le sue parole

Come abbiamo già visto in precedenza, il PD sembra voglia aprire a modifiche sul DDL Zan. Questo, però, potrebbe essere l’ennesimo colpo basso verso la comunità LGBT+. Questa “messa in scena” di far credere che sia tutto a posto, quando ci sembra evidente che non lo è, sembra più una trovata per racimolare voti e consensi in vista delle prossime elezioni. Insomma, pare proprio che Zan e compagni stiano facendo propaganda sulla pelle degli LGBT+. Certo, in modo diverso rispetto al centro-destra. Sempre sulle persone vittime di odio e omofobia però la stanno facendo.

Fabrizio Marrazzo, Portavoce del Partito Gay – LGBT Solidale, Ambientalista e Liberale, ha fiutato il pericolo di un ennesimo compromesso al ribasso. Infatti, di seguito, potete trovare le sue parole sulle dichiarazioni di alcuni esponenti del PD in merito al tentativo di presentare il DDL Omotransfobia di nuovo in Senato.

“Ieri al Senato è stato ripresentato il Disegno di Legge contro l’omolesbotransbifobia da Monica Cirinnà ed Alessandro Zan. Lo stesso testo già bocciato al Senato e che aveva già visto da parte di Zan tre modifiche che hanno sfregiato la legge. Ora si dicono aperti a nuove modifiche, dobbiamo temere altri ribassi?

Ricordiamo che nel precedente testo hanno tolto il reato di propaganda che vietava, ad esempio, le manifestazioni di odio sui social contro le persone LGBT+, aggiunto l’art. 4 che consente di chiamare malati ed inferiori le persone LGBT+ al fine di tutelare le culture discriminatorie, mentre la modifica all’art. 7 metteva una pietra tombale alla formazione contro le discriminazioni verso LGBT+ nelle scuole, cos’altro dobbiamo aspettarci?

Inoltre, è stato dichiarato che il PD aderirà a tutti i Pride, ma aderire al pride significa essere anche favorevoli al matrimonio LGBT+, riconoscere i figli delle coppie omosessuali, diritti alle persone trans. Purtroppo abbiamo visto che i sindaci del PD hanno smesso di fare i riconoscimenti dei figli delle famiglie arcobaleno e di matrimonio LGBT+ non c’è traccia nei loro programmi.”

 

Fonte Letta (PD): La Stampa 

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