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Coronavirus e la quarantena in casa con genitori omofobi

Coronavirus e la quarantena in casa con i genitori omofobi. Sconfiggere il Covid-19 ma non l'omofobia di mamma e papà

Il coronavirus e la quarantena forzata per milioni di persone in tutto il mondo, non è sempre sinonimo di tranquillità e serenità.
Il covid-19 si è diffuso ovunque (tranne in Antartide) diventando una pandemia a livello mondiale.
I dati, infatti, parlano di circa un miliardo di persone chiuse in casa in tutto il mondo per limitare l’espandersi del virus.

Non tutti quelli che si trovano in quarantena presso la propria abitazione, riescono a vivere questa situazione in maniera serena.
Molti ragazzi, soprattutto adolescenti o poco più che maggiorenni, si trovano a dover stare in casa con genitori che non accettano la loro omosessualità.

Come viene riportato anche sul sito “Gay.it“, secondo Lucy Bowyer, direttrice dei servizi dell’ente di beneficenza LGBTQ+ per i senzatetto, sarebbero più di 130 le persone LGBTQ+ che stanno supportando tramite la sua associazione.
Inoltre, sempre secondo Lucy Bowyer, sarebbero aumentate le chiamate da parte di ragazzi che denunciano una situazione invivibile in casa.
La causa di queste situazioni tragiche? Figli omosessuali che si trovano in quarantena con i propri genitori omofobi.

Coronavirus e la quarantena in casa con i genitori omofobi. Sconfiggere il Covid-19 stando a casa nonostante l'omofobia dei genitoriCoronavirus e la quarantena di Ben:
“Sono costretto a stare in casa con i miei genitori omofobi.”

Il coronavirus è diventato una pandemia e ha costretto Ben alla quarantena forzata a casa dei genitori omofobi.
Il ragazzo di ventitré anni di professione fa il ballerino e stava facendo un tour con il suo gruppo.
Il Covid-19 però, ha bloccato tutto, anche la tournée di Ben.
Non avendo un posto in cui andare, si è visto costretto a tornare a casa dei genitori a Birmingham.

La mamma e il papà sono a conoscenza dell’omosessualità del figlio, perché è stato proprio lui stesso a fare coming out quando partì per il college.
Decise di dichiararsi quando si trovò lontano da casa, perché sperava di non tornare più dai genitori, perché sapeva che non sarebbe stato accettato.
Purtroppo però, non aveva fatto i conti con il coronavirus.
I genitori non lo hanno mai accettato per il suo orientamento sessuale e non hanno intenzione di farlo ora, per via di un virus che ha costretto Ben alla quarantena forzata.

Coronavirus e la quarantena per sconfiggere il Covid-19 in casa con i genitori omofobiQuarantena forzata per via del coronavirus
a casa dei genitori omofobi

Ben, da quando è in quarantena forzata con i suoi genitori omofobi per via del Covid-19, si trova a combattere ogni giorno con parole sgradevoli.
La mamma, dice Ben, tutti i giorni prega ad alta voce per liberare il figlio dal diavolo e dell’omosessualità.
Queste preghiere servirebbero per far diventare il figlio etero e farlo fidanzare con una ragazza.
Secondo la donna, inoltre, l’omosessualità è una malattia malvagia creata dal diavolo e dalla quale si può guarire.
Il padre, invece, si limita a dirgli che deve stare attento alle persone omosessuali perché sono perfide.

Il ventitreenne, oltre a questo problema, è dispiaciuto dal fatto che nessuno racconti le storie di ragazzi che come lui, si trovano in questa spiacevole situazione.
Purtroppo questi giovani sono costretti a soffrire in silenzio, a condividere le mura con persone che non capiscono quanto l’essere gay sia assolutamente naturale e senza poter scappare.
Questi ragazzi devono stare lì, inermi, rischiando di soffocare per la mancanza di libertà e da una situazione ingestibile in casa.

Noi abbiamo voluto raccontare questa storia, perché nessuno venga dimenticato e ci stringiamo al dolore e al dispiacere che Ben e tanti altri ragazzi stanno passando in questa periodo di quarantena forzata.

Simone D’avolio

2 commenti su “Coronavirus e la quarantena in casa con genitori omofobi

  1. Purtroppo nessuno aveva fatto i conti con questa malattia. Il coronavirus è quasi un pettine che ci sta passando in rassegna, facendo emergere ‘tutti i nodi del mondo’. Non è facile essere forti quando i problemi si sommano e le angosce si moltiplicano. Ma dobbiamo farcela perché lo abbiamo sempre saputo: c’è chi è nato per lottare di più, chi di meno. Dire questo però non cancella la dolorosa solitudine di chi comunque deve fare i conti con l’ignoranza, che spesso genera umiliazione e violenza a più livelli.
    Non so che dire, se non che bisogna andare avanti perché lo abbiamo sempre fatto a dispetto di tutto.
    Noi siamo più forti perché già in tempo di pace camminavamo in salita.
    Un abbraccio a tutti. Nhurene.

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