fbpx

Approvato Emendamento per il diritto di essere omofobi.

La legge contro l’omotransfobia trova un asse tra maggioranza ed opposizione per sancire il diritto di discriminare

Sembra si parta da qui, in Italia, quando si parla di diritti civili, un esempio è la proposta di legge sull’omotransfobia a tutela delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT+) . Una legge che introdurrebbe (sì, bisogna usare il condizionale perché in Italia, con le destre cattofasciste che governano, nulla può essere dato per scontato se non la loro omofobia e il loro razzismo immotivato), come reato, oltre alla discriminazione e all’odio razziale e religioso, anche quello basato sull’orientamento sessuale, identità di genere e il genere, aggiungendo alla legge Mancino anche questi tra i motivi di odio. Una legge necessaria e che la comunità LGBT+ attende da oltre 30 anni, da quando in Italia ha avuto inizio il dibattito sulla legge contro l’odio razziale (denominata poi legge Mancino) che vide esclusa la comunità LGBT+.

 

«L’Italia è un Paese che non discrimina!» tra i primi a contestare la proposta di legge è Matteo Salvini che continua in pieno stile negazionista a spostare l’attenzione su altro, arrivando a farfugliare assurde prese di posizione come affermare che non c’è nessuna differenza tra un reato per omofobia o per eterofobia (fenomeno che nemmeno esiste).

In commissione Giustizia la proposta di legge è stata contestata dall’opposizione e da una parte del Partito Democratico e di Italia Viva, perché considerata “rischiosa per le libertà di espressione, liberticida fino ad arrivare a definirla legge bavaglio”, lo hanno dichiarato il solito Matteo Salvini, il senatore leghista Pillon, Giorgia Meloni ed gli esponenti dei cosiddetti CattoDem (i cavalieri dello Zodiaco). Nonostante da sempre l’estrema destra fomenti odio e separazione nelle loro propagande politiche, oggi sembrerebbero molto preoccupati circa la libertà di espressione insieme anche alla Conferenza Episcopale Italiana.

Spieghiamo meglio. La polemica alzata, soprattutto dalle destre, contesta nello specifico una sfumatura giudicata da alcuni ambigua: chi la pensa diversamente dalla cultura omosessuale verrà penalizzato? E chi non accetta gli omosessuali? Ma come, volete che siamo tutti uguali e poi proponete una legge specifica a tutela dei gay?

Ma ancora prima forse va chiarita una cosa, una volta per tutte: purtroppo (o per fortuna) non siamo tutti uguali. (dovremmo solo esserlo di fronte alla legge…)

Solitamente quegli individui che si esprimono contrari (rifiutano o non accettano) all’esistenza di una specifica comunità, all’interno di una società, come quella afroamericana o proprio quella LGBT+, sono per definizione razzisti, nel primo caso, omofobi, nel secondo. Mostrano cioè un atteggiamento discriminatorio.

Possiamo interrogarci se essere omofobi o razzisti debba essere perseguibile dalla legge e in che modo. A questo punto arriva l’emendamento Costa di Forza Italia a supporto delle destre, a cercare un compromesso con il testo unificato sull’omotransfobia. L’emendamento votato dalla maggioranza con Forza Italia (prove tecniche di una nuova maggioranza?) recita così: «Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte».

Ohh!! Finalmente gli omofobi sono salvi! Ed in più possono continuare a discriminare indisturbati ora anche in forza di una legge che riconosce la loro libertà di discriminare, ostacolando la promozione della cultura e dell’inclusività come hanno sempre fatto. Il Family Day può continuare a dire che gli omosessuali sono malati e Giorgia Meloni può continuare a fare propaganda contro Genitore 1 – Genitore 2, tornando indietro al medioevo come nel gioco dell’oca.

Esponenti del PD come Monica Cirinnà e Laura Boldrini, hanno esaltato questo emendamento dicendo che migliora la legge. VERO: per gli omofobi!. Dopo alcuni giorni di protesta da parte delle associazioni LGBT+, il Partito Democratico ha pubblicato una lettera, a firma della stessa Cirinnà, che smentisce lei stessa che l’emendamento migliora la legge, confessando che il precedente testo, che era già stato privato del contrasto della propaganda di odio verso gli LGBT, se non riceveva una ulteriore amputazione non avrebbe avuto i voti dei suoi compagni di partito. Però non ha spiegato alla comunità LGBT+ perchè sosteneva che la legge era stata migliorata, ossia se nessuno se ne accorgeva, allora la legge “era stata migliorata”, ma ora che ce ne siamo accorti confessano.  E questa sarebbe serietà politica?

In conclusione non si può negare che nelle società esistano minoranze sociali o culturali e che se ostacolate nel loro percorso di autoaffermazione e di parità di diritti sono a tutti gli effetti vittime di una forma di discriminazione.

Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime settimane sulla legge contro l’omotrasfobia.

Stay Tuned, perché ne vedere delle bellissime!