“Sono Gay, non mi interessano le donne”: assolto da tutte le accuse a Teramo

Una vicenda assurda si è conclusa, in questi giorni, a Teramo. Un uomo indagato e incarcerato per presente molestie sessuali, è stato assolto da tutte le accuse dopo aver rivelato (secondo lui) di essere gay.

Teramo, una assoluzione che lascia un po’ di ombre

La vicenda risale al 2023. Una ventenne decide di denunciare quest’uomo di 57 anni. Secondo la ragazza, ubriaco su una panchina della stazione ferroviaria di Giulianova, mentre aspettava l’autobus, dopo alcune avance verbali, prese a palpeggiarla nelle parti intime. La violenza era proseguita fino all’arrivo di un amico della ragazza, con il quale lei si allontanò riuscendo a reagire all’aggressione sessuale che fino a quel momento l’aveva paralizzata sulla panchina succube dell’uomo.

Questa versione era stata ribadita ai carabinieri una settimana dopo, nella quale era entrata dopo aver di nuovo incrociato il 57enne, sempre nei pressi della stazione dei treni. Ma la ricostruzione non è stata ritenuta credibile. Dopo la denuncia della donna finì in carcere, perché il giudice ritenne di aggravare la sua posizione di indagato sottoposto al divieto di avvicinamento ai famigliari per un precedente caso di maltrattamenti. A quanto pare è stata ritenuta meno credibile di quella fornita dall’uomo.

La versione del presunto aggressore

La versione dei fatti riportata dalla presunta vittima è risultata, a quanto pare, meno credibile di quella fornita dal presunto aggressore. In aula, a due anni dall’arresto nel corso del processo, ha dichiarato: “Sono omosessuale e non ho alcun interesse per le donne, e per questo non posso averla mai toccata. Fu lei ad avvicinarsi a me – ha raccontato – incuriosita dal fatto che mi stessi mettendo lo smalto sulle unghie. Per quasi un’ora mi fece domande. Quando si alzò per andare via, la salutai con un colpetto amichevole sul ginocchio. Non l’ho mai toccata in altre parti del corpo”.

Francamente, fatico a capacitarmi a pensare che sia stato esattamente questo ad assolvere l’uomo. Soprattutto in Italia. La scelta volontaria di “coming out“, sembra aver messo il collegio nella volontà di formare la sua convinzione dopo un dibattimento durato diverse udienze, con l’audizione di numerose testimonianze, la visione delle immagini dell’impianto di video sorveglianza, ma soprattutto i riscontri sulla denuncia fornita dalla presunta vittima di questa violenza. La versione dell’uomo sembrava più plausibile di quella della presunta vittima e il fatto, dopo l’esaminazione delle varie prove, sembra semplicemente non sussistere.

 

Raph

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