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Vaticano contro DDL Omotransfobia perché vìola il concordato tra Stato e Chiesa: cosa sta succedendo

Il Vaticano è contro il DDL Zan perché, secondo loro, vìola il concordato tra Stato e Chiesa che è stato stipulato l’11 febbraio 1929 in piena epoca fascista, prima della revisione del 1984. Un ennesimo e inspiegabile attacco alla comunità LGBT+. Non si riesce a capire, infatti, come mai le “persone arcobaleno” debbano essere odiate e discriminate così tanto.

“Ama il prossima tuo” professano. Sì, ma solo se é etero, uomo, bianco e non ha nessuna disabilità a quanto pare. Il Decreto contro l’omotransfobia, che tanto fa paura alla Chiesa e al Governo italiano, infatti, andrebbe a tutelare maggiormente non solo le persone LGBT+, ma anche altre minoranze e chi ha delle disabilità.

Sembrano già essere state dimenticate le offese ai ragazzi autistici della pizzeria di Milano. Eppure, qualche giorno fa, le stesse persone che sono contro tale DDL erano lì ad indignarsi sui giornali e sui Social per quanto accaduto a PizzAut. Che lo abbiano fatto solo per una manciata di voti o per lavarsi la coscienza?

Dopo questo preambolo doveroso, leggiamo insieme cosa è successo e perché il Vaticano, per la prima volta nella storia, ha deciso di “mettere becco” sull’approvazione di una Legge che riguarda uno Stato Laico (Articolo 7 della Costituzione italiana).

Vaticano contro il DDL Zan: ecco cosa sta succedendo dopo la lettera del monsignor Paul Richard Gallagher

Come apprendiamo da ‘Repubblica‘, pare sia stata mandata una lettera dal monsignor inglese Paul Richard Gallagher, il Ministro degli Esteri di Papa Francesco. Anche se non è stata firmata ed è stata scritta in terza persona, intima il Governo italiano a rivedere il DDL Zan. Secondo loro, infatti, limita la libertà di espressione da parte della Chiesa e dei cattolici.

Ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Non basta che questo DDL è già un compromesso. L’articolo 4, infatti, permette di chiamare gli LGBT+ malati mentali. Ci mancava la Chiesa a rivendicare i Patti Lateranensi che, a quanto pare, vengono utilizzati solo quando fa comodo.

Ecco di seguito un estratto, che abbiamo preso dalla sopracitata fonte, dei commi a cui la Santa Sede fa riferimento e il DDL Omotransfobia violerebbe:

In che modo il DDL Zan vìola il concordato secondo il Vaticano

“Questi commi sono proprio quelli che, nella modificazione dell’accordo tra Italia e Santa Sede del 1984, da un lato assicurano alla Chiesa «libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto, di esercizio del magistero e del ministero episcopale» (è il comma 1). Dall’altro garantiscono «ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» (il comma 2). E sono i veri nodi della questione.

Secondo il Vaticano, infatti, alcuni passaggi del DDL Zan non solo metterebbero in discussione la sopracitata «libertà di organizzazione». Sotto accusa ci sarebbe, per esempio, l’articolo 7 del disegno di legge, che non esenterebbe le scuole private dall’organizzare attività in occasione della costituenda Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia.

Addirittura attenterebbero, in senso più generale, alla «libertà di pensiero» della comunità dei cattolici. Nella nota si manifesta proprio una preoccupazione delle condotte discriminatorie, con il timore che l’approvazione della legge possa arrivare persino a comportare rischi di natura giudiziaria. «Chiediamo che siano accolte le nostre preoccupazioni», è infatti la conclusione del documento consegnato al governo italiano.”

Ennesimo colpo contro la comunità LGBT+ che non chiede privilegi, ma solo uguale tutela e pari diritti. La cosa sconcertate, ovviamente, è che la Politica (tutta) rimane in silenzio di fronte a questa inaccettabile richiesta della Chiesa. Il Centro-Destra ha appoggiato il Vaticano (figuriamoci se non cambiavano idea a seconda del vento). Preoccupa, però, anche il Centro-Sinistra che millanta di fare gli interessi delle persone LGBT+ e non solo. Quest’ultimi, infatti, si sono detti aperti al dialogo per rivedere i punti. Ma quali punti? Questo DDL fa già acqua da tutte le parti così.

Voce fuori dal coro e apprezzata, invece, quella dal Partito Gay – LGBT+, Solidale, Ambientalista e Liberale che ha preso posizione in favore dei diritti.

Che cos’è il concordato tra Stato e Chiesa

Il concordato tra Stato e Chiesa, o Patti Lateranensi, è un accordo sottoscritto tra il Regno d’Italia e la Santa Sede. Nello specifico, regolano i rapporti fra la Repubblica Italiana e la Santa Sede. Essi sono trattati bilaterali che la Chiesa stipula con altri stati per regolare la situazione giuridica della Chiesa cattolica in un determinato Stato del mondo. A seguito di questi Patti, inoltre, si deve l’istituzione della Città del Vaticano come Stato indipendente e la riapertura dei rapporti fra Italia e Santa Sede dopo la loro interruzione nel 1870.

 

 

 

Simone D’Avolio

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