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Tribunale di Bolzano verso cambiamenti significativi

Tribunale di Bolzano verso cambiamenti significativi? Che in Italia stia accadendo qualcosa di positivo, finalmente? Ci troviamo a Bolzano, dove le leggi dello Stato vengono sfidate fino all’ultimo emendamento. Ma vediamo cosa sta accadendo assieme.

Il tribunale italiano è molto più progressista dello Stato stesso

Prima Roma, poi Bolzano: questi due tribunali stanno lasciando i precedenti per un effettivo cambiamento nella legislazione italiana. Dando finalmente voce alla comunità LGBTQIA+ hanno permesso ad una persona non binaria di essere riconosciuta. Nonostante il nostro paese non prevedi il terzo genere sui documenti di riconoscimento, questo tribunale ha stabilito di sì.

Che riflessioni ha portato?

Il tribunale bolzanino, riferisce l’avvocato Alexander Schuster: “nella sua ordinanza richiama la scienza medica, i sistemi giuridici stranieri, lo stesso diritto dell’Unione europea, concludendo che è oramai un dato acquisito che le persone con un’identità di genere non binaria esistono. Di ciò il diritto, anche italiano, deve prendere atto. E poiché esistono, i loro diritti e le loro libertà vanno garantiti. Tuttavia, l’attuale assetto normativo non consente al giudice di accogliere la domanda. Da qui la necessità di intervenire con una dichiarazione di incostituzionalità.

Che valori ha sottolineato quindi questo tribunale?

Il tribunale ha ricordato anche che questo genere viene già indicato in Austria, Germania, Malta e Belgio, e che l’obbligo di scegliere necessariamente o maschio o femmina “sembra altresì violare il principio di uguaglianza, nella specie, gli articoli 2, 3 e 32 Cost., nella misura in cui prevede un sistema di rettificazione anagrafica rigidamente binario, che impone agli individui con identità di genere non binaria e non conforme al sesso indicato nel loro atto di nascita di accettare una rettificazione esclusivamente verso il genere maschile o femminile, non corrispondente alla propria identità.

Siamo davvero nel momento adatto?

Tutto questo cosa ci suggerisce? Che, effettivamente, esistono persone che non solo riconoscono identità di genere diverse dal binario. Ma che, al momento corrente e nonostante tutta l’ignoranza e la disinformazione, le rispettano all’interno del governo, in tribunale tra l’altro. È quindi giunto il tempo di dichiarare incostituzionale questa pratica? È forse il momento giusto per cambiare le procedure che ogni singola persona transgender italiana è chiamata a seguire alla lettera? Penso che i tempi stiano maturando molto, e più del previsto.

Quanto il tribunale è vincolato

Al momento la scelta del tribunale di Bolzano ha un intoppo più che gravoso su questa decisione. Questo perché nessun giudice è obbligato ad applicare una legge della cui costituzionalità dubiti, ma solo la Corte costituzionale può liberarlo definitivamente dal vincolo. Quindi, dichiarando l’illegittimità costituzionale della legge, gli consentirebbe di decidere la causa senza tener conto dei vincoli. Ma questa cosa come può accadere?

Quanto si può agire invece

Si ha diritto al ricorso secondo l’iter standard quando la legittimità costituzionale viene proposta direttamente alla Corte costituzionale. Questo ricorso può essere chiesto dallo Stato contro leggi regionali o dalla Regione contro leggi statali o di altre Regioni. In questo specifico momento, dovrebbe essere la Regione Trentino – Alto Adige/Südtirol a rispondere. C’è solo un problema: lì ha vinto la coalizione di centrodestra. Già è tanto che in tribunale non siano arrivate le loro cattive influenze.

In tribunale ci dovrebbero mandare mezza Italia

Probabilmente non siamo ancora pronti per affrontare questo cambiamento. O quantomeno a portarlo dietro le barre di un “tribunale” costituzionale. La nostra generazione sta chiamando alla riflessione politica e sociale, ma chi è pronto ad ascoltare? Sfortunatamente è un paese con maggioranza assoluta di vecchi pensieri, pregiudizi e valori. Per non sottolineare eccessivamente l’età media, di quasi 50 anni e la più alta nell’Unione Europea. Ce ne rendiamo conto anche nel nostro quotidiano. Si parla di “fuga di cervelli”, ma quanti veramente se ne stanno andando? Non è, piuttosto, una vera assenza data dal calo delle nascite?

Dove siamo rimasti

Ci affidiamo tutt’oggi ad una legge stabilita per noi nel 1982. Ancora oggi applichiamo un testo di ben 42 anni fa. E cos’è cambiato in tutto questo tempo? Non devo star qui a spiegarvelo: qualsiasi cosa. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato una norma che c’ha servito per moltissimo tempo. Ma sottolinea ancora che è indicato “ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali. Cosa stabilisce, quindi, in tribunale questa normativa?

Perché questa legge non funziona in tribunale

Perché sto qui a sottolinearne il testo? Perché, al giorno d’oggi, non tutti vogliono interventi invasivi sulla propria pelle. Non tutti mirano ad una transizione medica completa. L’identità di genere è uno spettro. È come dire che tutte le donne si truccano, quando esistono tranquillamente quelle che preferiscono restare acqua e sapone. O che tutti gli uomini vanno in palestra, quando molti la fanno a casa, o non la fanno affatto. Perché, quindi, tutte le persone transgender dovrebbero richiedere cambiamenti medici, se alcune vorrebbero solo una transizione sociale? O se, come nel mio caso, vorrebbero richiedere al tribunale solo parte di quello che l’iter medico offre? E se poi uno cambiasse idea? Si dovrebbe pagare un avvocato nuovamente solo per ripresentarsi al giudice?

Fa riflettere la nostra situazione

Questo piccolo passo in avanti da parte del sistema giuridico italiano è molto importante. Molto più di quello che si pensi. Perché, al momento corrente, moltissimi giudici in tribunale durante le cause si appellano a terapie ormonali e prove sociali. Anche il personale sanitario stesso si aspetta transizioni complete, per poi non saper gestire situazioni inaspettate come la gravidanza di un ragazzo. Di cosa abbiamo bisogno, quindi? Io suggerirei di guardare il piano scozzese, perché è un modello molto particolare ed efficiente.

Conclusioni

In sintesi: il tribunale di Bolzano, assieme a quello romano, hanno fatto una cosa giusta? Sì. Ma quanto è servita al panorama politico e culturale italiano? Penso ancora poco. Non perché il loro passo sia stato invano. Piuttosto perché non siamo nel giusto clima politico per darci valore e rispetto. Parliamo di persone al potere che pensano di starci dando tutto quando in realtà tolgono diritti umani essenziali. Di una donna come presidente che toglie a poco a poco il diritto all’aborto. Che strappa figli legalmente alle coppie di sole madri (e soli padri, non li escludiamo). Che sta facendo tanto di quel danno al suo Paese indisturbatamente.

Spero vivamente che l’Italia possa evolversi in meglio, e che nel nostro futuro prossimo non ci sia più bisogno di un tribunale per poter decidere della nostra identità.

 

Aeden Russo