
Il 4 dicembre è andato in scena il Gran Galà del Calcio 2023. Il giocatore del Milan Rafael Leao era in minigonna e l’ha indossata sopra ai pantaloni oversize. L’attaccante rossonero ha scelto di indossare un outfit che riuscisse a mixare il glamour e il genderless, lasciando da parte il classico smoking che spesso viene chiesto ai partecipanti di avere addosso quando ci sono questi eventi mondani. Non a caso, gli altri due centroavanti premiati (Osimhen e kvaratskhelia) avevano il consueto abito indicato.
Ci è sembrato un bell’esempio di apertura e di libertà. Infatti, molte persone hanno preso questo look del calciatore portoghese come un modo per abbattere le convinzioni culturali che troppo spesso si vedono nella nostra società, soprattutto nel mondo del calcio. Ha dimostrato di essere uno dei calciatori più glamour di tutti i tempi, seguendo le tendenze modaiole del momento e senza aver paura di osare e di sentirsi libero.
Rafael Leao in minigonna al Gran Galà del calcio 2023: Ci sono state anche delle critiche per come si è vestito
Al Gran Galà del calcio, come ogni anno, vengono premiati i giocatori che durante la stagione precedente sono risultati i migliori della Serie A. Tra questi c’è stato l’attaccante del Milan, Rafael Leao, che ha scelto di presentarsi con un look che sembra abbattere gli stereotipi di genere: Giacca abbottonata, senza nulla sotto perché era a petto nudo, pantaloni oversize e sopra una minigonna a pieghe.
I commenti omofobi non si sono fatti attendere. Se molti hanno accolto positivamente il look e altri non si sono soffermati su cosa stesse o meno indossando Rafa (come è giusto che sia), tanti altri hanno commentato in modo dispregiativo l’abbigliamento del calciatore portoghese. Alcuni di questi utenti hanno anche insinuato che il giocatore quest’anno non stia rendendo bene perché si veste così. Sarebbe curioso sapere quale filo logico dovrebbe unire le due cose. D’altro canto, capisco che sia troppo chiedere il nesso che connette le due cose a chi fa certi commenti.
Essendo stati partner per due anni di fila dell’iniziativa “Italia in campo contro l’omofobia“, scriviamo questo articolo anche per rinnovare il nostro appello. Gli sport, calcio incluso, devono essere inclusivi e non discriminatori. Si giudicano le performance degli atleti e non cosa indossano, o non indossano, e cosa fanno sotto le lenzuola. Quando questo sarà chiaro un po’ a tutte le persone, allora potremmo parlare di uno Stato davvero civile.