Non c’è nulla di cui aver paura, a meno che non si tratti di Heartstopper

Non c’è nulla di cui aver paura, almeno che non si tratti di Heartstopper. Perché sai che paura la rappresentazione della comunità LGBTQIA+! Devia i bambini! Questo è quello che succede in Italia.

Heartstopper e la polemica sulla censura a Bologna

Durante un’uscita didattica a Bologna, una studentessa ha preso in prestito un volume di Heartstopper dalla biblioteca comunale. Il fumetto, scritto da Alice Oseman e pubblicato da Mondadori, è classificato per giovani adulti. Tocca temi anche essenziali e delicati, come problemi di salute psicologica, disturbi alimentari e tanto altro. La madre della ragazza ha espresso preoccupazione, definendolo un “fumetto gay” e contestando la sua idoneità. L’opera racconta la nascita di un amore tra due adolescenti, Nick e Charlie, e ha ispirato una serie Netflix. Il caso ha acceso un dibattito sulla libertà editoriale e la rappresentazione delle affettività non eterosessuali.

Le reazioni politiche e la richiesta di censura

Secondo le agenzie di stampa, le insegnanti si sono scusate per non aver controllato le scelte degli studenti. La madre ha comunque contattato la biblioteca, chiedendo spiegazioni sulla presenza di Heartstopper. Il responsabile ha difeso la selezione dei testi, ribadendo la libertà editoriale dell’istituzione. Il caso ha suscitato l’intervento di Matteo Di Benedetto, consigliere della Lega, che ha chiesto la rimozione dei “libri propagandistici”. Anche i deputati Bergamini e Sasso hanno espresso preoccupazione, chiedendo maggiori controlli sui contenuti accessibili ai minori. A quest’ultimo si deve la Risoluzione Sasso, strumento di censura anti-LGBTQIA+ del Governo Meloni.

Heartstopper è solo un passo: la risoluzione Sasso e la censura della “teoria gender”

Non è la prima volta che una lettura “inquietante” come potrebbe essere Heartstopper per la destra fa scalpore. La Commissione Cultura della Camera ha approvato una risoluzione che esclude la cosiddetta “ideologia gender” dalle scuole italiane. La graphic novel sarebbe solo la punta dell’iceberg per chi mastica queste stupidate. Presentata da Rossano Sasso della Lega, la proposta è passata dopo il rifiuto di iniziative contrarie del PD e del M5S. È la prima volta che un documento istituzionale utilizza ufficialmente questa definizione, diffusa dalla propaganda di destra. L’approvazione ha segnato un passo verso la limitazione dei contenuti inclusivi nell’educazione scolastica. Il dibattito politico si concentra ora sulle possibili conseguenze per la libertà d’insegnamento.

Un clima politico sempre più ostile

L’atto si inserisce in un contesto politico caratterizzato da un crescente attacco ai diritti LGBTQIA+. A Maggio dell’anno scorso la deputata leghista Laura Ravetto aveva già proposto una legge per vietare l’insegnamento delle “teorie gender” nelle scuole. L’iniziativa riflette un orientamento politico che avvicina l’Italia a paesi come Russia e Ungheria. La destra di governo continua a promuovere narrazioni che mirano a escludere la diversità dai programmi educativi. Le opposizioni denunciano una deriva autoritaria che minaccia il principio di inclusione.

Di sicuro Heartstopper non è propaganda contro l’inclusione nelle scuole

L’approvazione della risoluzione Sasso rappresenta un ulteriore attacco ai progetti educativi che promuovono l’uguaglianza. Non poco tempo fa la destra ha criticato anche DragTivism Jr, un’iniziativa Erasmus+ basata sull’arte drag per favorire l’inclusione. Le politiche adottate sembrano mirare a cancellare ogni rappresentazione positiva delle identità LGBTQIA+. La diffusione di concetti come “ideologia gender” serve a giustificare interventi restrittivi sull’educazione. Tuttavia, molte associazioni ribadiscono che tali misure violano i principi fondamentali della scuola pubblica.

Verso una legge anti-LGBTQIA+ in Italia?

L’approvazione della risoluzione Sasso e la proposta Ravetto potrebbero costituire i primi passi verso una legge anti-LGBTQIA+. Tuttavia, eventuali sviluppi legislativi dovranno confrontarsi con le posizioni più moderate presenti nel governo. Forza Italia ha espresso posizioni liberali, ma finora senza azioni concrete per contrastare queste derive. Il dibattito rimane aperto, mentre attivisti e opposizioni continuano a denunciare l’uso della scuola come strumento di censura. La battaglia per il rispetto delle identità e delle differenze è ancora in corso.

Heartstopper: un’opera inclusiva sotto attacco

La narrazione di Heartstopper esplora il percorso di crescita e consapevolezza di due adolescenti attraverso un linguaggio accessibile. L’opera ha ottenuto riconoscimenti internazionali e viene usata in contesti educativi per promuovere il rispetto e l’inclusione. Il ministro dell’Istruzione, Valditara, ha annunciato un “consenso informato” per le attività scolastiche su temi etici. Tuttavia, la polemica politica sembra concentrarsi solo sulla rappresentazione dell’affettività LGBTQIA+. Se Heartstopper mostrasse una coppia eterosessuale, non ci sarebbe stata alcuna contestazione.

L’onda censoria e il clima politico attuale

La vicenda di Heartstopper si inserisce in un più ampio contesto politico di repressione delle identità LGBTQIA+ in Italia. Esponenti della destra promuovono la censura con il pretesto di proteggere i minori dalla cosiddetta “propaganda gender”. In realtà, queste iniziative oscurano la realtà di molte persone, limitando la rappresentazione della diversità. Simili strategie sono già state adottate in paesi come Russia e Ungheria, dove i diritti LGBTQIA+ vengono sistematicamente negati. La censura non elimina le differenze, ma alimenta ignoranza, discriminazione e paura.

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