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“Hai già la unioni civili”: l’analisi del discorso di Giorgia Meloni

unioni civili

Durante un comizio di Fratelli d’Italia a Cagliari, Giorgia Meloni viene interrotta da un ragazzo con una bandiera arcobaleno in mano. Marco Marras, infatti, sale sul palco a chiedere alla leader di Fratelli d’Italia di garantire i diritti per le persone della comunità LGBT+. Lo scambio di parole è breve e viene riportato su tutti i social, con diverse affermazioni, tra cui la più famosa “hai già le unioni civili”, che non devono passare in secondo piano.

“Tu vuoi tante cose, ognuno vuole delle cose” ha detto Giorgia Meloni

No, non è una sciocca pretesa! Alla contestazione Meloni inizia a rispondere evidenziando come ogni persona voglia qualcosa. Questa affermazione va a depotenziare la richiesta di diritti da parte della comunità LGBT+. Sembra quasi che sia un capriccio, una pretesa esagerata. Un po’ come dire “eh beh, non si può volere tutto nella vita”. Certo, non tutti avranno una villa con piscina e 2 milioni di euro sul conto corrente, ma qua non stiamo parlando della richiesta di cose frivole o di utilità discutibile. Stiamo parlando di diritti. Parliamo del fatto che le persone della comunità LGBT+ non sono riconosciute e trattate dallo Stato alla pari delle altre. Non è una richiesta come un’altra.

“Io voglio il diritto di pensarla in maniera diversa”

Ma non dovresti avere il diritto di negare ad altri dei diritti. Spesso quando si parla di diritti delle persone LGBT+ chi vuole limitarli invoca la sua libertà di pensiero. Il fatto è che non si tratta solo di pensiero, ma anche di un’azione. Questa affermazione non tiene conto del fatto che tutto ciò va oltre al pensiero personale. Non stiamo discutendo del fatto che io preferisca il sushi alla pizza e, anche se non sei d’accordo, sostanzialmente vivi uguale. Tutto questo si trasforma in un’azione, atta a negare ancora i diritti delle persone queer.

“Hai già le unioni civili quindi puoi fare quello che vuoi” la risposta di Giorgia Meloni al ragazzo che l’ha interrotta sul palco

Ma magari! Nel suo discorso, Meloni dimentica però che le persone della comunità LGBT+ non possono fare “quello che vogliono” in questo Paese. In particolare:

  1. Una coppia formata da persone dello stesso non può adottare un figlio
  2. Le coppie dello stesso sesso non hanno diritto al matrimonio ugualitario, ma si devono accontentare delle unioni civili
  3. Una coppia formata da due persone di sesso femminile non può accedere alla fecondazione assistita
  4. Una persona trans per ottenere il cambio di sesso sui documenti deve seguire un percorso lungo e tortuoso
  5. Una persona intersex non è tutelata da leggi specifiche che proibiscano ai medici di effettuare interventi chirurgici non necessari senza il suo consenso

Vogliamo andare avanti?

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“Rispetto il coraggio delle persone di difendere quello in cui credono”

Non stiamo difendendo solo quello in cui crediamo! Meloni usa questa frase per chiudere il discorso e sostanzialmente “complimentarsi” con il ragazzo per aver difeso le sue idee. Ma anche qui, siamo fuori strada. Non è solo difendere le proprie idee e le proprie credenze. Qua si tratta proprio di difendere ciò che si è. Vuol dire difendere i propri diritti, quelli acquisiti si intende, ma anche rivendicare quelli che lo stesso partito di Giorgia Meloni vuole negare. Non è un confronto tra semplici idee, così come vuole dipingerlo le leader di Fratelli d’Italia. Si tratta di un confronto tra chi rivendica dei diritti e chi fa di tutto per negarli. Qua siamo oltre alla semplice “libertà di pensiero”.

Fonte: Open

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