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Bologna, omofobia ai danni di Lorenzo Donnoli, portavoce di 6.000 Sardine

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Ennesimo episodio di omofobia a Bologna, ai danni di Lorenzo Donnoli, uno dei principali portavoce di “6.000 Sardine”.

Continua la nostra triste rubrica “Città che vai, omofobia che trovi”.
Da nord a sud, in Italia, nelle ultime settimane, si sono susseguiti molti episodi a sfondo omofobo.
Alcuni, come quello avvenuto in pieno centro a Pescara, anche di grave entità.
Qualche settimana fa, invece, vi abbiamo raccontato la triste vicenda che ha visto come protagonista la nota Drag Queen “Simona Sventura”.
Il performer Giuseppe, sempre nel capoluogo di regione dell’Emilia Romagna, si è visto negare la possibilità di adottare un cucciolo di cane per via della sua omosessualità.

Sempre nella città felsinea è accaduto mercoledì 8 luglio l’ennesimo episodio di omofobia.
Come viene riportato in un articolo di “bologna.repubblica.it”, a farne le spese è stato Lorenzo Donnoli.
Uno dei principali attivisti di “6.000 Sardine”, Movimento che è nato proprio nella città di Bologna.
Il ragazzo ha denunciato la triste vicenda con un post su Facebook, lanciando anche una frecciata e un chiaro messaggio al Governo.
La legge contro l’omobitransfobia, infatti, tarda ad arrivare e nel nostro paese c’è bisogno di uguaglianza.

Lorenzo, sul Social, ha spiegato che stava per cominciare il suo turno di lavoro, in un parco pubblico della città di Bologna, quando è stato insultato con parole omofobe da un uomo italiano sulla cinquantina.
Il motivo? Donnoli aveva semplicemente preso le difese di un ragazzo straniero, che l’uomo in questione stava prendendo a male parole.

Bologna, episodio di omofobia avvenuto in un parco pubblico della città, nei confronti di Lorenzo Donnoli.
Mi ha urlato “Fro*io di me*da!”

Episodio di omofobia accaduto a Bologna lo scorso 8 luglio nei confronti di uno dei fondatori del “Movimento 6.000 Sardine”.

Episodio-di-omofobia-a-Bologna-su-Lorenzo-Donnoli-il-portavoce-di-6000-sardine-viene-chiamato-frocio-di-merdaMi ha urlato Fro*io di me*da e fa per picchiarmi.
Così inizia il lungo sfogo su Facebook di Lorenzo Donnoli, uno dei principali attivisti del movimento anti-populismo.
Il ragazzo, come si legge dal suo post che trovate a fine articolo, ha solamente preso le difese di un ragazzo straniero che voleva sedersi su una panchina.
La panchina però, era occupata da questo uomo di circa cinquanta anni, che stava proibendo al giovane di sedersi a fianco a lui.
Forse, proprio per via della nazionalità non italiana.

Il Donnoli, che ha visto tutta la scena prima di iniziare il turno di lavoro, ha spiegato al cinquantenne che non spettava a lui decidere chi si poteva sedere e dove. Soprattutto in un luogo pubblico.
Inizialmente l’uomo se ne è andato. Dopo pochi minuti, però, è tornato indietro ed ha iniziato ad inveire contro L’attivista con insulti omofobi.
Dal racconto, Lorenzo, sostiene anche che l’uomo gli si è avvicinato fisicamente con fare aggressivo e con l’intenzione chiaro di pestarlo.
Per fortuna sono intervenute due sue colleghe e il “brav’uomo” si è rinchiuso all’interno del chiosco dove lavora.

Lorenzo Donnoli andrà a denunciare l’episodio ed è il minimo che possa fare.
Ci domandiamo quanto dovremmo aspettare ancora, affinché chi commette questi tipi di reati, venga punito in modo esemplare.
Se anche in una delle città che dovrebbe essere tra le più gay-friendly d’Italia, succedono questi episodi, vuol dire che siamo davvero in alto mare.

 

 

Simone D’Avolio

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