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Decreto omotransfobia e le bugie di Giorgia Meloni sul DDL: il Partito Gay fa chiarezza e spiega perché serve

L'omofobia esiste e già bisogna della legge contro l'omotransfobia. Basta dire il contrario

Il Decreto contro l’omotransfobia serve ed è indispensabile per fermare questi atti di violenza e discriminazione nei confronti delle persone LGBT+. Che piaccia o no, al Governo Draghi e alla Politica italiana è un dato di fatto e bisogna prenderne atto. A nulla valgono, come è stato fatto da Giorgia Meloni, le parole di solidarietà espresse se non si fa nulla per fare questi atti di violenza. Oltretutto, proprio la leader del Partito ‘Fratelli d’Italia’, se ne è uscita con delle dichiarazioni assolutamente false sul DDL contro l’omobilesbotransfobia. Insomma: mentiva, sapendo di mentire e pensava di cavarsela con qualche frase di vicinanza e di circostanza. Ma non è così che funziona e che si combattono l’odio e la discriminazione nei confronti di Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans.

Nonostante la violenta aggressione omofoba avvenuta a Roma, come viene riportato anche sul sito ‘Biccy‘, stanno circolando in queste ore delle fake news sul DDL contro l’omotransfobia riportate da Meloni.

“(…) una cosa è dire combattiamo la violenza, un’altra è dire andiamo dai ragazzini di sette anni alle scuole elementari e fargli scambiare i vestiti per spiegargli cosa sia l’omosessualità (…)”

Qualcuno rassicuri Giorgia Meloni

Giorgia Meloni stia serena: il Decreto contro l’omotransfobia non serve per far scambiare i vestiti tra i bambini di 7 anni nelle scuole. Per altro non ci sarebbe nulla di male se si dovesse fare. Comuqnue, tale DDL è indispensabile per sensibilizzare i ragazzi a non commettere atti di bullismo in generale e a sfondo omofobico. Da quando insegnare il rispetto verso gli altri nelle scuole viene visto come una minaccia? 

Se l’educazione nel rispetto delle persone LGBT+ ci fosse già stata negli anni passati, quando l’aggressore andava scuola, per esempio, avremmo (forse) evitato di incappare in questo ennesimo episodio di omofobia. Per questo motivo sono evidenti due cose: o Giorgia Meloni non ha letto il Decreto omostransfobia. Oppure, cosa ben più grave, non vuole aprire gli occhi su vicende che sono ormai all’ordine del giorno. Solamente per “partito preso” e per accaparrarsi un po’ di voti esprimendo solidarietà qua e là.

Giorgia Meloni e le bugie sul Decreto Omotransfobia: Il Partito Gay spiega a cosa serve tale DDL

Con un comunicato stampa emesso dal Portavoce del Partito Gay – LGBT+ Solidale, Ambientalista e Liberale, Fabrizio Marrazzo, ha voluto fare un po’ di chiarezza sul Decreto contro l’omotranslesbobifobia. Si sono voluto precisare alcuni passaggi fondamentali, tra cui quello di cui vi abbiamo scritto qualche paragrafo sopra.

Aggressione e crimine d’odio sono due cose ben diverse e vanno riconosciute come tali con le attuali leggi, infatti, se il caso dell’aggressione a Roma della coppia gay venisse identificato come percosse, l’aggressore avrebbe una semplice multa.

L’aggressione è avvenuta, invece, per motivi discriminatori e la legge deve evitarlo. La proposta di legge attuale approvata alla Camera consente, di fatto, di dire qualsiasi cosa compreso che le persone LGBT+ (gay, lesbiche, bisessuali e trans) sono malate e inferiori. Bene, non ci dobbiamo meravigliare poi se si genera odio e le persone si sentono legittimate di aggredire e offendere. La legge proposta, inoltre, non prevede neanche azioni di prevenzione nelle scuole, anzi di fatto le ostacola.

Quindi chiediamo: Giorgia Meloni sei d’accordo a tutelare le persone LGBT+ da insulti e aggressioni? Allora aiutaci a cambiare la legge e a farla approvare, altrimenti queste tue parole di solidarietà rimangono solo frasi populiste. L’odio va contrastato anche vietando frasi che creano il pregiudizio. Come è stato fatto per contrastare razzismo e odio per religione, e con azioni di prevenzione all’odio nelle scuole. Serve una legge e un Governo che ci tuteli e che contrasti le campagne di odio. Invece, accade ancora liberamente sui social o per strada, ad esempio, e sono i fatti a parlare”

In conclusione, la legge permette alle persone LGBT+ di poter camminare senza paura per strada. Dare pari diritti e opportunità alle persone, non toglie agli altri diritti che già hanno.

 

 

Simone D’Avolio

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