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La comunità LGBTQ+ italiana potrebbe essere maggiormente discriminata a causa della recessione dovuta al Covid-19

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La comunità LGBTQ in Italia, potrebbe subire maggiori atteggiamenti discriminatori sul lavoro a causa della recessione dovuta al Covid-19.

In questo articolo avevamo già raccontato come la pandemia ha avuto risvolti negativi sulle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.
A distanza di tempo e con il Coronavirus che continua a correre velocemente in tutto il mondo, questo timore potrebbe trasformarsi in realtà anche in ambito lavorativo.

Come viene riportato sul sito di “agi.it”, c’è una crisi molto profonda nel più generale crollo economico e sociale che dipende dalla diffusione del virus.
Il Covid-19, infatti, favorisce l’aumento della discriminazione e il minority stress.
Questa è una forma specifica di stress che appartiene ad una minoranza, come essere una persona del “mondo” LGBTQ+, ad esempio.
Un gruppo di ricercatori e ricercatrici Unimore, della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Modena e Reggio Emilia, ha fatto una vera e propria analisi a riguardo.
Lo studio, pubblicato anche sull’“International Journal of Social Psichiatry”, rivela che c’è una minore attenzione sugli aspetti discriminatori che possono insorgere a carico delle persone LGBTQI+ nel mondo del lavoro post covid-19.

L’impatto della recessione in Italia, causata dal Covid-19, potrebbe giocare brutti scherzi sulla salute fisica e mentale delle popolazioni, soprattutto su una minoranza ben specifica.

La comunità LGBTQ+ a rischio discriminazioni sul lavoro a causa del Covid-19.
Ecco cosa dice lo studio.

La comunità LGBTQ in Italia, secondo lo studio condotto da ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, potrebbe avere seri problemi discriminatori sul lavoro a causa della pandemia.

L’analisi fatta nella sua interezza la potete trovare cliccando qui.
Quello su cui noi ci vogliamo soffermare, invece, è che nessuno ha preso in considerazione questa grave problematica.
Nello studio hanno diviso l’Italia in quattro macro-regioni: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud.
Utilizzando i coefficienti di Pearson per valutare la correlazione tra la disoccupazione macro-regionale ed i risultati dell’indagine composta da 22 item.

Gli intervistati possono scegliere tra quattro risposte e quello che ne è emerso è stato davvero scioccante.
Alla domanda “Pensi che sia accettabile avere un collega omosessuale?” la risposta calcolata è inaccettabile per lo 0.97 degli intervistati.
Al quesito: “pensi che i lavoratori che discriminano un collega perché è transgender siano giustificati?” La risposta ci sbalordisce: molto giustificato per lo 0,98.

Letti così, forse, questi dati non vi dicono nulla.
Ed è per questo che vi consigliamo di leggere l’intero rapporto redatto.
Basta pensare, infatti, che i risultati sono stati ritenuti significativi solo quando il valore era maggiore di .05.
E qui, come si evince, siamo abbondantemente sopra al minimo.
Pertanto, possiamo constatare che l’aumento della disoccupazione è stato associato a una maggiore discriminazione nei confronti di individui sia omosessuali che transgender.
I risultati di questo studio, infatti, suggeriscono che le recessioni economiche possono aumentare la discriminazione delle persone LGBTQ+.

Ci domandiamo come mai nessuna fazione politica ne ha parlato.
Come mai nessuno si è interessato di prendere visione di questa indagine e che cosa si aspetta a fare qualcosa per salvaguardare la comunità LGBTQ+.

 

 

Simone D’Avolio

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