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Natascia Maesi è la nuova Presidente di Arcigay

Natascia Maesi è la prima donna a diventare presidente di Arcigay. Ma non fermiamoci al classico “una donna” generico, occorre quindi capire chi è la nuova presidente di Arcigay, che resterà in carica per i prossimi 4 anni.

Chi è Natascia Maesi, Presidente di Arcigay

Maesi è nata a Caserta e si è laureata in filosofia a Napoli all’Università Federico II. Attualmente è una giornalista libera professionista ed è stata responsabile delle politiche di genere e formazione in Arcigay. Vive a Siena ed è stata eletta domenica 13 novembre 2022 come Presidente di Arcigay, sarà la prima donna nella storia dell’associazione a ricoprire tale carica.

Da “IL” Presidente a “LA” Presidente

Si è molto parlato, a proposito di donne presidenti, dell’utilizzo del femminile per indicare questo ruolo, in particolare in riferimento alla scelta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di farsi chiamare “il” Presidente. Per Maesi la questione invece è piuttosto chiara. Come riporta infatti l’Ansa, dichiara:

“Per quattro anni, sarò la presidente di Arcigay. E sottolineo il la, a marcare la differenza profonda tra leadership femminile e leadership femminista. Giorgia Meloni, nell’infrangere il soffitto di cristallo, ha disposto la cancellazione del femminile, con la conseguente invisibilizzazione delle donne dal discorso pubblico e politico, rafforzando l’idea che le donne abbiano valore solo se assomigliano agli uomini, diventano come loro, si appellano al maschile per essere autorevoli.”

Le priorità della nuova Presidente

Al centro delle priorità della Presidente Maesi c’è sicuramente il tema della violenza, sia quella rivolta verso le donne che quella rivolta alla comunità LGBT+. Su questo Maesi ribadisce che c’è sempre una matrice patriarcale. Infatti, questa colpisce le donne che non si conformano a certe aspettative e gli uomini che non si conformano ai modelli machisti.

La Presidente ribadisce poi l’impegno nel difendere la legge 194, garantendo un aborto gratuito e libero. Si sofferma poi anche sul superamento della legge 164 sulla transizione di genere. In particolare su questo punto ribadisce la necessità di togliere l’obbligo della diagnosi psicologica e la necessità di introdurre la cosiddetta carriera alias anche in altri contesti diversi da quello universitario, come le scuole, il lavoro e la pubblica amministrazione. Infine, la Presidente ricorda anche la necessità di battersi per le famiglie arcobaleno, i cui figli vengano riconosciuti come tali dallo Stato sin dal momento della nascita e non dopo centinaia di battaglie.

 

Fonte: Ansa

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