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Facile e felice sono due cose diverse – Seconda parte

facile felice

Come abbiamo visto nel post precedente, siamo inclini a preferire ciò che richiede meno sforzo e risulta più facile. Ma facile e felice sono due cose diverse. Ecco le altre 5 ragioni per cui finiamo col sentirci insoddisfatti e infelici quando scegliamo la strada più facile. 

6 – Credere è più facile che pensare. I due verbi, attenzione, non sono sinonimi. I bambini credono, gli adulti pensano. È comodo pendere dalle labbra altrui, non richiede nessuno sforzo. Ragionare con la propria testa invece sì.

7 – Sembrare è più facile che essere. Le corazze e i personaggi che indossiamo ci tengono al riparo dall’ardua impresa di essere veramente noi stessi. Ma a che prezzo? Il lavoro dedicato all’apparenza quanto sollievo dona all’insostenibile leggerezza dell’essere?

8 – Criticare è più facile che astenersi dal farlo. Il piacere che tanti provano nell’infangare gli altri per sentirsi più puliti è un piacere malato. Anche perché gli altri sono specchi. In loro vediamo i nostri difetti, le nostre ambizioni, le nostre paure, i nostri desideri, i nostri limiti. Tagliare la testa al prossimo ci rende più alti. E per un attimo ci sentiamo superiori. Ma di certo non siamo migliori a chi ha modi di essere o di esprimersi diversi dai nostri.

9 – Rinunciare è più facile che (ri)provarci. Il fallimento arriva quando getti la spugna, dando la colpa agli altri. Non puoi fallire se decidi di andare avanti comunque. Chi ti ha detto che la prossima occasione non sia quella giusta? O magari la successiva. O quella successiva ancora. Non puoi saperlo se non continui per la strada che tu senti giusta. 

10 – In sintesi, l’infelicità è molto più facile della felicità. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

Alessandro Cozzolino, life coach