fbpx

L’Italia del 2020 e le aggressioni omofobe

Martedì 9 Giugno sui giornali è comparsa la notizia di un uomo finito agli arresti domiciliari per aver aggredito e minacciato una coppia omosessuale. Dov’è successo? Nel sud del mondo, in qualche angolo sperduto del globo dove la civilizzazione tarda ad arrivare? No, qui in Italia e più precisamente nella splendida Catania. E l’aggressore è forse un anziano signore, schiavo di una mentalità vecchia e retrograda, ormai relegata alle dimenticate e lontane stanze del secolo scorso? No, è un giovane ragazzo di soli 28 anni.
Ma andiamo con ordine: si legge, nei vari articoli, che la malcapitata coppia non era rea di schiamazzi, violazioni o di una condotta condominiale dannosa. Tutt’altro. La sola colpa dei protagonisti di questa triste vicenda era di esistere, di aver scelto di amarsi alla luce del sole e di aver scelto di condividere la vita insieme, sotto lo stesso tetto. Ma al loro vicino di casa 28enne non è andata giù e ha fatto di tutto per spingere la coppia a trasferirsi altrove perché, a suo dire, non erano adatti al condominio nel quale risiedevano. Per accelerare i tempi e per essere sicuro che non ci fossero ripensamenti, il 28enne ha danneggiato con della candeggina l’autovettura della coppia, ha avvelenato le loro piante da esterno, ha staccato ripetutamente la loro corrente elettrica e, pare, si divertisse a procurare loro disturbo spostando mobili o ascoltando musica con un volume non proprio accettabile. Ma i due non si sono dati per vinti. Tra cedimenti emotivi, incertezze e momenti di sconforto non hanno comunque gettato la spugna finché, lo scorso febbraio, questo impavido 28enne ha atteso il rientro a casa dei due ragazzi. Appena rincasati li ha prima insultati e successivamente, armato di manganello, ha aggredito uno dei due che è stato portato in ospedale con qualche osso rotto.
Ma qualcosa non torna, perché se ripensiamo a ciò che gli omofobi dicono solitamente, ci si rende conto che qualcosa è andato più storto del previsto. Ma ogni volta si parla di omosessualità, non è forse all’ordine del giorno sentire l’omofobo di turno che blatera esternazioni del tipo “quelle cose fatele a casa vostra”? Ecco, appunto, i due ragazzi catanesi erano proprio a casa loro. Quindi stai a vedere che l’omofobo italiota dice cose che non pensa veramente. Forse perché, come il 28enne arrestato a Catania, gli omofobi non ci vorrebbero chiusi in casa al buio e in silenzio, ma ci vorrebbero semplicemente far sparire. E, in parallelo, ci sono quelli (una folta e pericolosissima maggioranza) che insiste dicendo che ormai l’omosessualità è pienamente accettata e che non è il caso di continuare a manifestare o a voler chiedere “altri diritti” (ammettendo, quindi, che c’è ancora una disparità madornale). Non sia mai andare a bussare alla porta di un politicante chiedendo che venga fatta presto una legge che punisca le violenze in base all’orientamento sessuale o all’identità di genere, perché, come sopra, la risposta sarà che non è necessaria, perché tutta la violenza sembra essere uguale. Anche se è un po’ meno uguale quando riguarda la comunità LGBT+ che, nel 2020 subisce angherie come quelle di cui sopra.
Eppure, quello che sembra un caso isolato (come fa comodo chiamarlo) trova invece riscontri nella quotidianità, in quella routine che non finisce quasi mai sui giornali e che resta sommersa, una realtà della quale nessuno sa nulla. Possiamo citare quell’appartamento in Puglia la cui prenotazione è stata rifiutata perché in vacanza sarebbero andati due uomini e, rullo di tamburi, ai gay non si affittavano case per le vacanze. E’ successo nel 1880? O forse nel 1950? No, era l’anno scorso, nel 2019. E due anni prima, nel 2017, una coppia gay Napoletana in fase di prenotazione delle proprie vacanze, si è sentita rispondere che la casa non era disponibile “né per i gay né per gli animali”. Noblesse oblige! Quanta delicatezza, quanta umanità. A Lecco, sempre nel 2019, con una circolare di una cosiddetta Scuola della Spiritualità, si negavano corsi di meditazione a omosessuali “praticanti”. Lo stesso anno, a Santa Maria di Leuca, un servizio spiaggia è stato negato ad una coppia omosessuale perché il proprietario del lido non li voleva tra i piedi.
E queste sono solo piccoli frammenti di un puzzle gigantesco che ha radici profonde e che si estende a dismisura. E’ così vasto che non se ne vedono i contorni, i limiti, i confini. Quello che sappiamo e che ci è concesso sapere è solo una parte infinitesimale di una rete omofoba che ha intrappolato le menti di troppe persone, spingendole all’intolleranza, all’odio e alla violenza. Complice anche quella parte politica che non solo fomenta queste ideologie tanto medievali quanto riprovevoli, ma che continua a negare che ci sia un problema da risolvere. Ed è un problema che va risolto in fretta, perché accogliere queste notizie nel 2020 non rende né omaggio né dignità ad un paese come il nostro.

2 commenti su “L’Italia del 2020 e le aggressioni omofobe

Comments are closed.