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Susanna Ceccardi è la possibile candidata leghista in Toscana che fa la guerra ai gay

Susanna Ceccardi possibile candidata leghista in Toscana che è contro i gay

Susanna Ceccardi è la candidata leghista per le prossime elezioni che si terranno in Toscana.
La consigliera di Matteo Salvini, quando lui era ancora Ministro dell’Interno, verrà presentata entro la prossima settimana alla coalizione di centro-destra.
Il pupillo del leader della Lega, infatti, potrebbe fortemente essere la candidata alla regione Toscana in vista delle prossime elezioni regionali.

La ex sindaca di Cascina, alle elezioni europee dello scorso maggio, ha ottenuto 48.000 preferenze diventando così, la europarlamentare della “Lega” più votata del centro Italia.
Questo sarebbe il motivo principale per cui Matteo Salvini vorrebbe presentare lei come candidata in Toscana per il centro-destra.

Susanna Ceccardi candidata leghista alla regione Toscana è contro i diritti LGBTQ+

La Toscana è risaputo essere da sempre una regione inclusiva e che appoggia i diritti delle persone LGBTQ+.
Come viene riportato anche da “Gay.it“, se Susanna Ceccardi dovesse vincere le elezioni regionali che si terranno a fine primavera, potrebbe non essere più così.

Già quando è stata sindaca di Cascina, la leghista, si è rifiutata di celebrare le unioni civili tra coppie omosessuali.
Inoltre, dopo che il Decreto Cirinnà è entrato in vigore, ha autorizzato la manifestazione delle sentinelle in piedi che, con un libro in mano, hanno occupato la piazza centrale della città per protestare contro tale Legge.

Infine, non contenta, dopo pochi mesi dalla composizione della giunta, ha rivoluzionato gli spettacoli dello storico teatro di ricerca.
Da anni in quel teatro, infatti, si trattavano temi come le identità di genere, l’immigrazione, i diritti civili e la drammaturgia femminile.
Ma con il suo arrivo, in nel teatro, c’è stato spazio solo per i grandi classici e basta.
In particolare, infatti, fu censurato lo spettacolo di Drag queen “DragPennyOpera”.

Riuscirà a portare la sua intolleranza e chiusura mentale in una regione da sempre aperta mentalmente e inclusiva?
Ci auguriamo di no.

Simone D’Avolio

 

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