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Dietro front dell’Aifa: la pillola anticoncezionale (per ora) non sarà più gratuita

Dopo che, il 21 Aprile 2023, era stata annunciata la gratuità della pillola anticoncezionale, l’Aifa ha deciso di fare dietro front senza però giustificarne pienamente il motivo. Il comitato dell’agenzia del farmaco ne aveva stabilito il prezzo e il rimborso con uno costo stimato per le casse dello Stato di circa 140 milioni di euro all’anno, cifra che aveva già creato molte polemiche .

Il consiglio di amministrazione ha tentato qualche giustificazione chiedendosi se non fosse necessario limitare la gratuità della pillola anticoncezionale rimborsandola a tutte le donne in età fertile, solo a quelle con problemi economici o nella fascia di età tra i 19 e i 26 anni. Questo inutile pretesto mette i consiglieri dell’agenzia in una posizione di evidente discriminazione. Per il cda quindi “non sussistono gli elementi essenziali per deliberare” e la decisione è rinviata.

Secondo alcune voci, è probabile che l’attuale governo abbia influito sulla decisione. Attualmente il nuovo presidente dell’AIFA è Giorgio Palù, scelto dalla Lega (nord), partito che da sempre sostiene la “famiglia tradizionale”. Al governo c’è chi ritiene che facilitare l’accesso ai contraccettivi sia in contraddizione con il problema del calo delle nascite. Eppure, sappiamo che non sarà mantenendo la pillola a pagamento che favoriremo la maternità. Insomma, si potrebbe riassumere così: manteniamo a pagamento la pillola in modo che le donne non ne abbiano facilmente l’accesso così potremmo avere più nascite.

Come nascondersi dietro a un dito sulla questione della pillola anticoncezionale

Inutile dire che questo sia un ragionamento che ha dell’assurdo, ma non possiamo farci nulla se qualcuno al posto del cervello ha pura segatura. Peccato che stiano al governo…

In questo paese c’è un grande e unico problema: confondere la libertà di pensiero, con i diritti. Facciamo un esempio. Io sono liberissimo di pensare che ogni essere umano vada rispettato e che l’aborto sia una cosa abominevole, ma devo riconoscerne l’effettivo diritto per la salute del feto e della donna stessa. Così potete tranquillamente pensare che la pillola anticoncezionale possa essere un ostacolo alla crescita delle nascite, ma non potete negare il diritto alle donne di sottrarsi ad una gravidanza.

Sostenere il prezzo di tale farmaco per periodo lungo è sempre un peso economico. Per non parlare del fatto che siamo costrett* a pagare tutto quello che gira intorno a questo argomento, diciamo dal ciclo in poi. Dobbiamo pagare assorbenti, anche a prezzi assurdi, come se avere il ciclo fosse una scelta. Così dobbiamo pagare anche le medicine che ne alleviano il dolore, la pillola e via dicendo.

Per non parlare poi di quello che costa poter mantenere un figlio. Date, se volete, la colpa alla pillola, ma voi mettereste al mondo un figlio senza la sicurezza di poterlo mantenere appieno con il costo che si affronta per le cose più essenziali. Dovremmo smetterla, una volta per tutte, di nasconderci dietro problemi marginali per non vedere quello grande. Possiamo parlare quanto vogliamo di essere madri, donne e cristiane, ma i fatti ci dicono altro.

 

Raph

 

Fonte: La Repubblica