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Mauritania: vietato essere amici con le persone LGBT+

In Africa i diritti LGBT+ sembrano diventare sempre più un’utopia

La Mauritania è stata sotto l’occupazione francese fino al 1958, quando finalmente ha guadagnato l’indipendenza. Negli anni sessanta del novecento si instaurò un primo governo, ma la francia continuava a controllare l’economia del paese. Anche dopo l’indipendenza le acque non si calmarono e dopo una dittatura militare si susseguirono diversi colpi di stato dal 2005 al 2008. La stabilità politica è stata raggiunta nel 2010 quando Mohamed Ould Abdel Aziz è stato eletto presidente, ma la lotta al terrorismo è ancora in corso.

Anche in questo Stato, la sopravvivenza non viene data per scontata e il diritto alla vita dei cittadini spesso è il primo e unico diritto che si difende. Le altre libertà sono sottovalutate e le persone LGBT+ non godono di alcun diritto.  l’Articolo 308 del Codice Penale del 1983 dichiara:“Qualsiasi uomo musulmano adulto che commette un atto impudente o innaturale con un individuo del suo stesso sesso dovrà affrontare la pena di morte per lapidazione pubblica”. Salta subito all’occhio la data del codice penale, che sicuramente avrebbe bisogno di essere rinnovato.

Un caso molto discusso in Mauritania è stato quello dello scorso gennaio quando otto uomini sono stati condannati a due anni di carcere per “atti contro la morale”. Dopo la diffusione di un video che mostra la loro partecipazione a una festa inizialmente presentata come un matrimonio gay. Secondo la polizia, si è trattato della “celebrazione di un compleanno di un omosessuale che aveva invitato solo suoi simili”. Otto uomini che hanno partecipato alla festa sono stati puniti con 2 anni di carcere a conclusione del processo svoltosi al tribunale penale di Nouakchott il 30 gennaio.

Attivismo:

La situazione della comunità LGBT+ è simile in molti paesi africani quindi spesso, come nel caso della Mauritania, non ci sono piccole associazioni che lavorano sul territorio, ma associazioni più grandi come Human Rights Watch che si occupano dei diritti nelle diverse nazioni africane.

Nell’ultimo caso sopra citato l’associazione ha provveduto alla difesa degli uomini accusati ingiustamente. È davvero spaventoso pensare che anche soffiare le candeline con gli amici può diventare un reato.

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