CLAUDIA LOPEZ, PRIMA SINDACA LESBICA A BOGOTÀ

“Della mia vita non ho mai nascosto nulla e non è oggi che comincerò a farlo: essere donna non è un difetto, essere una donna di carattere, ferma e diretta non è un difetto. Essere gay non è un difetto. Essere figlia di una famiglia modesta non è un difetto”
Claudia López è stata eletta sindaca di Bogotà, il secondo incarico politico più importante della Colombia dopo la presidenza. È la prima volta che una donna viene eletta sindaca della città. López, che ha 49 anni ed è omosessuale.
Figlia di un agricoltore e di un’insegnante, la scalata in politica della Lopez è stata progressiva, risultato, come dice lei stessa, «di un percorso di studi e di grande disciplina». Solida la sua formazione universitaria: Finanza e Relazioni internazionali all’Universidad Externado de Colombia, diploma in Gestione del suolo urbano all’Università Erasme di Roterdam (Olanda), master in Amministrazione Pubblica e Politica urbana alla Columbia University, dottore in Scienze politiche dell’Università Northwestern di Chicago. I suoi primi passi in politica risalgono agli anni ’80, quando prese parte al movimento studentesco, che diede impulso alla convocazione dall’Assemblea costituente, che nel 1991 promulgò la nuova costituzione colombiana. Ha poi ricoperto incarichi istituzionali, tra cui consigliere alla presidenza per questioni giovanili e nel comune di Bogotà durante il mandato di Enrique Penalosa, attuale governatore. Il suo nome è passato alla ribalta della cronaca alle legislative del 2002, quando rivelò la commistione tra alcuni politici e i paramilitari di destra (Autodifese unite di Colombia, Auc), anni in cui collaborò a diverse investigazioni importanti pubblicate sui media. Per le sue clamorose rivelazioni ai danni di importanti dirigenti, tra cui l’ex presidente Ernesto Samper, nel 2013 è stata costretta all’esilio. È stata anche consulente alle Nazioni Unite. Nel 2014 è stata eletta senatrice con Alianza Verde – candidata più votata del partito con oltre 81 mila preferenze – portando nel Congresso le sue battaglie contro la corruzione. Alle presidenziali del 2018 si è candidata alla vice presidenza con il centrista Sergio Fajardo – in una coalizione tra Alianza Verde, Polo Democratico Alternativo e il movimento Compromiso Ciudadano – ottenendo il terzo posto. Tra i temi al centro della sua battaglia politica, il taglio degli stipendi di parlamentari e funzionari pubblici – che guadagnano più di 25 volte il salario minimo – il carcere per i corrotti e il divieto di contrattare con lo Stato.
Dunque, non ci resta che augurare buon lavoro alla nuova sindaca. Grande segnale per tutte e tutti noi.

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