fbpx

Siamo sicuri che i bambini non capiscono?

Se c’è una cosa che spesso mi sono sentito dire quando si parla di omotransessualità è “chi pensa ai poveri bambini?” Ce lo siamo sentiti dire più volte come se potessimo confonderli o addirittura traumatizzarli. Molte persone della nostra società non sono pronte a questi argomenti, ma grazie a Dio, non tutti siamo della stessa stoffa. Oggi vi racconto, una commuovente storia che spero vi faccia capire che i cari bambini capiscono molto di più di quello che noi pensiamo.

La mia piccolissima storia con effetto “sorpresa”

Dovete sapere prima di tutto una cosa. Da quando ho 6 anni, la mamma di questa bimba di cui andrò a parlare, mi è sempre stata vicina. Mi ha conosciuto come bambina e mi ha rispettato come uomo. Ora ne ho 27 e lei è sempre pronta a starmi vicino e, anche quando ero più assente, non ha mai smesso di volermi bene. Non so cosa farei senza di lei. Quando mi ha detto di aspettare una bambina ero in ecstasy, ancora di più quando ho visto la neonata.

Dal primo momento mi ha presentato come lo “zio acquisito”. Uno zio non di sangue, ma di cuore. Per la piccola, più che lo zio, mi definisco sempre “il suo pagliaccio americano” perché appena mi vede ride, dalla prima volta che mi ha visto. I mesi passano e la vedo crescere sana e forte. Covid permettendo faccio visita appena riesco alle mie principesse. Il bello di tutta questa storia è arrivata qualche giorno fa.

Come sapete i bambini imparano a parlare un po’ alla volta e piano piano arrivano le prime belle paroline. Eravamo insieme in cameretta, io, la sua mamma e la piccola che non voleva saperne di dormire (è dolce come lo zucchero, ma una peste quanto un diavoletto della Tasmania). Io mi siedo in disparte, la mamma vicino a lei che cerca di farla addormentare in tutti i modi. Ad un certo punto, si gira verso di me e mi chiama “zio”. Da lì, incredulo, provo a farglielo ripetere “cosa hai detto, amore?” e lei “zio”. Sapete poi come va a finire: i bambini imparano una parola e la ripetono per minuti. Ed io per minuti a piangere commosso e la sua mamma a sorridere.

È stata un’emozione indescrivibile, sono rimasto molto colpito e ancora sono incredulo. Penso che questa gioia così grande meritasse di essere condivisa. Sono sicuro che possa fare capire molte cose.

Inclusione fin da subito

I nostri bimbi sono come delle spugne: assorbono ogni insegnamento. Se li si cresce insegnando a non discriminare diventeranno adulti migliori. Sicuramente non è facile far capire ad una bambina di un anno e mezzo che si trova davanti a un uomo trans non medicalizzato, ma so che proverà sempre a rispettarmi in quanto persona. E so che mi vorrà bene perché, da subito, le sto facendo capire che lo zio la ama alla follia. La sua mamma le sta facendo capire che una persona non si giudica dal suo aspetto o orientamento, ma dal suo cuore e dalle sue azioni.

Essere inclusivi, fin da subito, è il primo passo per un mondo più umano.

 

Raph

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *