Un passo avanti enorme per i diritti Lgbt+ britannici. Infatti, il 29 aprile il Crime and Policing Bill è diventato legge con l’Assenso Reale (Royal Assent). Come da prassi, il Re Carlo III non era presente personalmente, impegnato in una visita di Stato negli USA, per cui l’atto è stato siglato dai “Lords Commissioners”.
L’obiettivo della mobilitazione, ora riconosciuto per legge, era proprio quello di equiparare i crimini d’odio contro le persone LGBTQ+ ai reati motivati da etnia e religione.
Che cosa riconosce il “Crime and Policing Bill”?
In parole povere riconosce quello che, più o meno, doveva essere il DDL Omotransfobia e non solo. Infatti:
- sancisce una totale depenalizzazione dell’aborto;
- protezione per i crimini d’odio anche in caso di discriminazione per l’orientamento sessuale;
- eliminato il preavviso per denunciare gli abusi;
- la legislazione sui crimini d’odio è stata ampliata per includere formalmente la categoria legale relativa all’”identità sessuale”;
I diritti Lgbt+ nel Regno Unito
La situazione attuale della comunità del Regno Unito è abbastanza rosea. Gli unici diritti che mancano sono:
- non è possibile l’autoidentificazione di genere;
- non è riconosciuto il genere non binario;
Mentre:
- non è penalizzata l’omosessualità;
- non è riconosciuta come malattia dal 1992;
- uguale rispetto sgli eteresessuali dal 2001;
- divieto di incitamento d’odio dal 2009;
- divieto di discriminazione;
- Possibilità di unioni civili dal 2005;
- benedizione delle coppie omosessuali nei luoghi di culto dal 2010;
- Matrimonio egualitario dal 2020;
- step-child adoption dal 2013;
- adozione dal 2013;
- Genitorialità automatica per entrambi i coniugi dopo la nascita dal 2009;
- Accesso alla fecondazione in vitro per le lesbiche dal 2009;
- Maternità surrogata dal 2010;
- possibilità di entrare nelle forze armate dal 2000;
- diritto di cambiare genere dal 2005;
- Autorizzazione a donare il sangue per gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini dopo un anno dall’ultimo rapporto sessuale;
Raph
