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New York, donna guarita dall’HIV: è il terzo caso al mondo

Ci sono notizie così incredibili da non sembrare vere. Questa è una di quelle. Una donna di New York è riuscita a guarire dall’HIV. HIV/AIDS: un problema abbastanza noto alla società. Dagli anni ’80 il virus ha macinato vittime in tutto il mondo. Inizialmente mortale e ora, grazie alla terapia, l’aspettativa di vita è decisamente aumentata. Secondo LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’ AIDS/HIV), grazie alle terapie, l’aspettativa di vita delle persone con Hiv è paragonabile a quella della popolazione generale. Con questa infezione se nel 2010 la media era di 44 anni, si prevede che nel 2030 possa salire a 57 anni.

Inoltre, in queste settimane, arriva da New York una notizia che potrebbe dare una svolta decisiva a questa brutta storia: una donna è guarita definitivamente dall’HIV. È solo il terzo caso al mondo. La donna è guarita grazie ad una terapia sperimentale basata sul trapianto di sangue del cordone ombelicale neonatale e successivamente di cellule staminali adulte.

L’intervento è stato eseguito nel 2017, seguito poi da 37 mesi di cura con farmaci antirigetto e antivirali. Il trattamento sperimentale utilizzato si è basato sulla ricerca di un team di esperti della Weill Cornell. Questa squadra di ricercatori ha identificato nel sangue del cordone ombelicale di un neonato una particolare anomalia genetica che lo rendeva resistente al virus Hiv e ne ha utilizzato le cellule per il trapianto sulla donna.

In passato, hanno concluso i ricercatori, gli altri due pazienti mai curati dal virus dell’Aids, ovvero “il paziente di Berlino” Timothy Ray Brown e Adam Castillejo, avevano entrambi ricevuto trapianti di cellule staminali adulte da donatori con la mutazione genica resistente all’Aids stesso.

 

Guarire dall’HIV: Tutto molto bello, ma ha un futuro questa terapia?

Il futuro è molto incerto, soprattutto per alcune nazioni a causa delle leggi attuali. La sperimentazione, inoltre, ha un periodo lungo e potrebbe durare più di qualche anno. L’impedimento legislativo riguarda soprattutto le leggi sulle cellule staminali. Prendiamo in esempio l’Italia.

Il nostro Paese non ha una legge che regolamenta la ricerca su cellule staminali embrionali. Vi è però un articolo nella legge 40/2004, la legge sulla procreazione medicalmente assistita, che sancisce: “è vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano” a meno che essa non abbia la finalità di tutela della salute dell’embrione stesso (art. 13 commi 1,2). Un articolo quanto mai generico che, di fatto, impedisce l’estrazione di cellule staminali da embrioni, ma non impedisce che tali cellule siano importate dall’estero, come in effetti avviene. Dal punto di vista etico un pasticcio che nelle sue pieghe nasconde una forte ipocrisia e la dimostrazione della mancanza di volontà di affrontare frontalmente la questione.

In poche parole la situazione attuale rallenta ancora una volta la possibilità di trovare una soluzione concreta a questa spinosa situazione. Speriamo che questo disturbo si possa, prima o poi ( si spera il prima possibile), estinguere . Dobbiamo avere una grande fiducia nella ricerca, in fondo poche cose sono realmente impossibili.

 

Raph

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