Site icon GayPress.it

Pavia, aggressione omofoba alla stazione… Abbiate il coraggio di dirmi che il Pride è una scemenza

diritti due anni dopo: cosa ha ricordato il Milano Pride urgenza di garantire i diritti alle persone lgbtqia+

A gay couple kiss during a march on International Day Against Homophobia at the Gabriela Mistral park in Quito, Ecuador, Thursday, May 17, 2012.(AP Photo/Dolores Ochoa)

“il Pride è una cavolata non serve manifestare” è una frase che sicuramente almeno una volta nella vita ci siamo sentiti dire. Dopo l’aggressione omofoba avvenuta a Pavia forse sarebbe opportuno rivedere questa affermazione. In realtà, è capitato anche di sentire di peggio come ad esempio che “l‘omofobia non esiste, non serve una legge” . Ora abbiate il coraggio di dirmelo, perché purtroppo questo di cui vi parlerò oggi non è l’unico caso.

Aggressione omofoba alla stazione di Pavia

«Gay di m., vuoi vedere come ti ammazzo?». E ancora: «Scappa gay di m., scappa. Femminaaa? Metti la minigonna? Lo vuoi vedere? Ti devi solo vergognare, vieni qua, gay».  Sono alcune delle offese che sono state riferite ad coppia omosessuale che stava tranquillamente facendo un giro nei pressi della stazione di Pavia. Tutto accade come se nulla fosse, attorno solo gente completamente indifferente. Il video denuncia pubblicato su Instagram questo mercoledì 7 giugno dalla vittima Luca Wegan riprende con il suo smartphone un signore che, non solo ripetutamente offende, ma lo insegue mentre è insieme al suo compagno.

Di episodi come questi ne esistono fin troppi, ma sapete quello che mi fa più incavolare: l’omofobia nascosta. Quelli che insultano, che picchiano o roba del genere sono marci dentro ma con le palle di esserlo. La cosa peggiore é quando sento: “Io ho tanti amici gay, ma le cose devono farle a casa loro”; “Io ho tanti amici gay, ma le adozioni nemmeno per sogno “; “Non sono omofobo ma…” Ma cosa cavolo dici! Sei omofobo, punto. Abbiate almeno il coraggio di dire di essere ignoranti nel 2023.

Ditelo però davanti a gente che solo perché gay o trans è stata cacciata di casa, picchiata, insultata o addirittura uccisa. O che si è persino suicidata. Ancora prima dell’omotransfobia c’è una cosa che va combattuta: l’ignoranza della gente.

 

 

Raph

Exit mobile version