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Donald Trump: se “transgender non finirà mai”, meglio così

Donald Trump ha detto che se i Repubblicani vinceranno le midterm, il termine “transgendersarà finalmente finito. Una frase vaga quanto inquietante, ripresa e smontata pezzo per pezzo da Spencer Hunt, in arte spencewuah, nel suo consueto appuntamento social. Ve la traduciamo e raccontiamo, con tutto il contesto necessario.

Donald Trump e la frase che ha acceso l’allarme

C’è un momento in cui la vaghezza di una frase pesa più di mille dichiarazioni esplicite, ed è esattamente quello che è successo nei giorni scorsi con Donald Trump. Parlando ai suoi elettori in vista delle elezioni di midterm, il presidente americano ha lasciato intendere che una vittoria repubblicana significherebbe la fine di quello che ha semplicemente chiamato “transgender“. Non “i diritti trans”, non “l’agenda trans”: transgender, punto. A raccogliere e smontare la dichiarazione è stata Spencer Hunt, content creator conosciuta su Instagram come spencewuah, nel suo format ricorrente “Daily Scream“.

Contesto doveroso: parlando Domenica all’ex deputato repubblicano Trey Gowdy, oggi conduttore su Fox News, Donald Trump ha sostenuto che i Repubblicani ottengono risultati migliori quando il suo nome compare direttamente sulla scheda elettorale, ed è per questo che ha chiesto ai suoi elettori di “fare finta” che fosse lui il candidato alle midterm. Ha poi avvertito che, se i Democratici dovessero guadagnare terreno al Congresso, il Paese si troverebbe ad affrontare “cose pazzesche, tra cui “gli uomini nello sport femminile (…) Niente di tutto questo… transgender finirà“. Gowdy non gli ha chiesto di chiarire cosa intendesse esattamente con “transgender” che finisce. Ed è proprio quella mancanza di chiarezza, unita al contesto, a preoccupare.

Spencer Hunt smonta la frase parola per parola

Nel suo video, Spencer Hunt non usa mezzi termini: fa notare che quando il presidente di un Paese parla di un gruppo di esseri umani come di qualcosa che “deve finire”, la vaghezza della frase non è un’attenuante, è un aggravante. “Capiamo benissimo cosa stai suggerendo“, dice rivolgendosi a Donald Trump nel video. E aggiunge un punto che è difficile da ignorare: dopo anni in cui la destra americana ha insistito che le battaglie sul genere riguardassero solo sport, bagni pubblici e protezione dei minori, ora emerge quella che lei chiama la verità di fondo, ovvero che l’obiettivo reale non è mai stato regolare qualche dettaglio normativo, ma spaventare le persone trans al punto da farle sparire dallo spazio pubblico.

Donald Trump, il precedente di Dicembre e la coerenza del piano

Non è la prima volta che Donald Trump si esprime in questi termini. Già a Dicembre 2024, durante l’evento AmericaFest, aveva promesso che con “un colpo di penna” il primo giorno di mandato avrebbe fermato quella che definiva “la follia transgender”. Detto, fatto: dal primo giorno del suo secondo mandato, l’amministrazione ha smesso di riconoscere ufficialmente l’esistenza delle persone trans nei documenti federali, ha ordinato l’espulsione delle persone trans dalle forze armate e ha vietato la partecipazione delle atlete trans allo sport scolastico in base al genere in cui si identificano. La frase sulle midterm, quindi, non è un’uscita improvvisata: è la continuazione naturale di un programma politico coerente, portato avanti passo dopo passo negli ultimi mesi. Programma che avevo anche ampiamente segnalato e criticato, appena venuto a conoscenza.

“Fate finta che io sia sulla scheda”: la strategia elettorale di Donald Trump

C’è anche un elemento più strettamente politico da considerare. Donald Trump sa perfettamente che il partito del presidente in carica perde tradizionalmente seggi alle midterm, ed è per questo che ha chiesto ai suoi elettori di comportarsi come se lui stesso fosse candidato, per mantenere alta la mobilitazione. In questo contesto, la retorica sulle persone trans funziona come un potentissimo collante identitario: agitare la minaccia di un nemico interno da “fermare” è una strategia elettorale vecchia quanto la politica stessa, e mobilita gli elettori più di qualunque programma economico dettagliato. Il problema, fa notare Spencer Hunt, è che dietro quella strategia ci sono vite reali, non solo strategie di comunicazione. Ma, come ben sappiamo dagli interventi politici in giro per il mondo, le persone trans sono lo scudo politico prediletto del momento.

Donald Trump e la strategia antiterrorismo che fa paura

A rendere ancora più inquietante il quadro c’è un documento pubblicato pochi mesi fa dalla Casa Bianca: la Strategia di Contrasto al Terrorismo. Il testo individua tre categorie principali di minacce per la sicurezza nazionale: narcotrafficanti e gang transnazionali, terroristi islamisti, ed estremisti di sinistra descritti come “anti-americani, radicalmente pro-transgender e anarchici“. Il documento afferma esplicitamente che l’amministrazione userà “tutti gli strumenti disponibili” per mappare questi gruppi e “neutralizzarli” prima che possano nuocere. Diverse testate, tra cui Factcheck.org, hanno sottolineato che i dati reali su violenza politica ed episodi di sparatorie di massa non sostengono in alcun modo l’idea che le persone trans rappresentino una minaccia significativa. Eppure Donald Trump continua a costruire narrazione politica proprio su questo terreno. Tra l’altro, di recente è stato coinvolto anche un gruppo italiano, Autistici/Inventati, hacktivisti responsabili -tra l’altro- della copertura del 27° vertice del G8 a Genova.

Il paradosso sollevato da Spencer Hunt su chi decide chi è pericoloso

Il passaggio più tagliente del video riguarda però un altro tema: chi si è auto-nominato autorità morale su chi minaccia donne e bambini. Spencer Hunt lo dice senza mezzi termini, ricordando che stiamo parlando dello stesso Donald Trump accusato pubblicamente da numerose donne di comportamenti sessuali inappropriati, dichiarato civilmente responsabile di violenza sessuale e diffamazione da una giuria, e la cui amicizia con Jeffrey Epstein è ampiamente documentata da anni di cronaca giudiziaria. Il paradosso, secondo la creator, è evidente: proprio l’uomo con questo trascorso personale si presenta oggi come il garante della sicurezza di donne e bambini, puntando il dito contro un’intera comunità che, dati alla mano, non rappresenta alcuna minaccia comparabile. Eppure sono anni che lo lasciamo al potere, a rimuovere tutele su donne e bambini (come il diritto all’aborto sicuro), in nome di chissà quale giustizia.

Donald Trump se ne andrà, dice Spencer Hunt, le persone trans no

Il video di Spencer Hunt si chiude con un messaggio diretto e senza ambiguità: le persone transgender non finiranno mai, qualunque cosa dica Donald Trump. A finire, semmai, sarà la sua presidenza, e la creator invita i suoi follower a considerare i giorni che mancano alla fine del mandato come un countdown collettivo. È un messaggio che va oltre la singola dichiarazione elettorale: è un promemoria che la retorica dell’eliminazione, per quanto vaga o mascherata da battuta da comizio, ha una storia lunga e pericolosa, e che normalizzarla come parte del linguaggio politico quotidiano ha un costo reale per milioni di persone che quella retorica la vivono sulla propria pelle ogni giorno.

I cittadini aventi diritto di voto nei 50 Stati americani saranno chiamati ad eleggere il 120esimo Congresso che si insedierà ufficialmente il 3 Gennaio 2027. Speriamo scelgano bene.

Aeden Russo

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