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Futuro Nazionale: Chantal Cocciolo vs Dissonanze Politiche

Chantal Cocciolo, donna trans e sostenitrice di Roberto Vannacci, è tornata al centro delle polemiche con un video in cui rivendica la sua tessera di Futuro Nazionale. A risponderle è arrivato un video molto duro di Dissonanze Politiche, che smonta punto per punto le sue argomentazioni. Vi raccontiamo tutta la vicenda, contenuti compresi.

Futuro Nazionale, la tessera e il video che ha acceso la miccia

Ci risiamo. Ogni tanto, nel dibattito pubblico italiano, torna a galla la stessa scena: una persona trans che rivendica con orgoglio la propria vicinanza a un partito che, sulla carta, propone di restringere diritti e tutele per le persone trans stesse. Questa volta la protagonista è Chantal Cocciolo, già nota per le sue apparizioni televisive a difesa di posizioni vicine a Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci. A raccogliere il guanto di sfida e a rispondere con un video molto seguito è stata la pagina Dissonanze Politiche, che ha smontato pezzo per pezzo l’argomentazione di Cocciolo. Vediamo cosa è successo davvero.

Il video di partenza è semplice nella forma quanto controverso nei contenuti: Chantal Cocciolo si presenta con la tessera di Futuro Nazionale in mano, rivendicando con orgoglio la sua iscrizione al partito. Nel filmato dice esplicitamente di non voler essere “comandata da nessuno in nessun ambito” e rivendica la propria autonomia di pensiero rispetto a un presunto conformismo imposto da sinistra. È un video pensato per fare rumore, e ci è riuscito: ha acceso una discussione che va ben oltre il singolo contenuto, perché tocca un nervo scoperto della comunità LGBTQIA+, quello della rappresentanza e del rapporto tra identità personale e scelta politica.

Dissonanze Politiche risponde: l’accessorio non è quello che pensi

La replica di Dissonanze Politiche è arrivata con un video altrettanto diretto, che gioca fin dall’inizio su un’ironia tagliente: se Chantal Cocciolo cerca “un accessorio” in casa, il vero accessorio, sostiene la pagina, è lei stessa all’interno della propaganda di Futuro Nazionale. La tesi centrale del video è che Cocciolo non sia affatto una voce libera e fuori dal coro, ma funzioni piuttosto da testimonial utile a un partito che, altrimenti, faticherebbe a difendersi dalle accuse di omobitransfobia mosse al suo programma. In sostanza: una persona trans che sostiene pubblicamente Futuro Nazionale diventa, volente o nolente, uno scudo comunicativo contro le critiche.

Futuro Nazionale, cosa dice davvero il programma su identità e famiglia

Per capire il cuore della polemica bisogna guardare al programma di 108 pagine di Futuro Nazionale, e qui le parole contano quanto i contenuti. Ne abbiamo discusso insieme in un intervento giusto qualche settimana fa. Come ha ricostruito anche un’inchiesta di Fanpage, nel documento non compare mai l’espressione “orientamento sessuale”, sostituita da “gusti sessuali“; non si parla di “identità di genere” ma di “aberranti ideologie del gender“; la comunità non viene mai chiamata LGBTQIA+, ma “agenda LGBT“; e le unioni civili vengono descritte come un semplice “rapporto amicale” tra due persone, privo di qualunque riferimento all’amore o all’affettività. Non sono dettagli lessicali neutri: sono scelte di linguaggio che raccontano come il partito guardi, sulla carta, proprio alle persone come Chantal Cocciolo.

“Non sono una trans, sono una cittadina”: la contraddizione al centro del video

Uno dei passaggi più commentati del video di Dissonanze Politiche riguarda una frase pronunciata da Cocciolo nel suo filmato originale, in cui afferma di essere “prima di tutto una cittadina e un essere umano“, rifiutando l’etichetta di “trans” come elemento definitorio. È una posizione legittima sul piano personale, ma diventa scivolosa sul piano politico quando la si mette a confronto con un programma che, come fa notare la replica, toglie proprio alle persone trans le tutele legali contro le discriminazioni. Dissonanze Politiche fa notare che la propria convinzione identitaria, per quanto sincera, non mette al riparo dalle conseguenze concrete di politiche che riducono le garanzie legali per un’intera categoria di persone, a prescindere da come ciascuno sceglie di definirsi.

Futuro Nazionale e le garanzie che sparirebbero

Il punto più tecnico, ma anche più sostanziale, del video di risposta riguarda proprio le tutele legali. Futuro Nazionale, nel suo impianto programmatico più ampio, propone di restringere il riconoscimento giuridico delle famiglie non tradizionali, di vietare l’accesso a determinate cure mediche per le persone transgender minorenni e non, come di eliminare ogni riferimento normativo all’omobitransfobia come aggravante di reato. Va detto con onestà che gran parte di queste proposte riguarda esplicitamente i minori o le famiglie con figli, e non tutte si applicano allo stesso modo a una cittadina adulta come Cocciolo. Ma l’argomento sollevato da Dissonanze Politiche è più ampio: un partito che nel proprio programma usa espressioni come “aberranti ideologie del gender per descrivere l’identità di genere difficilmente può essere considerato, nella sostanza, un alleato delle tutele per le persone trans nel loro complesso.

La difesa di Chantal Cocciolo: libertà di pensiero e critica alla sinistra

Va detto, per correttezza, che l’argomentazione di Cocciolo non si esaurisce nella semplice provocazione. Nel suo video, e in diverse interviste televisive precedenti, ha più volte criticato quella che definisce l’ipocrisia della sinistra nei confronti delle persone trans, sostenendo di sentirsi “usata” anche da quel fronte politico. È una critica che merita di essere ascoltata: nessuno, nemmeno tra i più severi oppositori di Futuro Nazionale, sostiene che la sinistra italiana sia esente da contraddizioni sul tema. Il punto, semmai, è se la soluzione a quell’ipocrisia sia sostenere un partito il cui programma, come documentato, propone di ridurre proprio le tutele di cui lei stessa, in quanto persona trans, potrebbe un giorno avere bisogno.

Futuro Nazionale, lo “scudo umano” e il precedente di Francesca Riccitelli

Il caso di Chantal Cocciolo, peraltro, non è isolato. Alcuni mesi fa Francesca Riccitelli, un’altra donna trans, aveva fatto notizia iscrivendosi a Futuro Nazionale ed esprimendo la speranza di incontrare personalmente Vannacci, pur ammettendo di ritenere che “il sesso di nascita non cambia. Anche qui ne abbiamo parlato antecedentemente. Sono percorsi personali diversi, ma che raccontano un fenomeno simile: un piccolo numero di persone trans che sceglie di rappresentare pubblicamente un partito percepito, dalla maggior parte della comunità LGBTQIA+, come ostile. Dissonanze Politiche, come altri prima, legge questo fenomeno come una strategia comunicativa vantaggiosa per Futuro Nazionale, che può così rispondere alle accuse di omobitransfobia mostrando testimonial reali, indipendentemente da quanto sia rappresentativo il singolo caso rispetto al sentire generale della comunità.

Cosa resta della polemica tra Chantal Cocciolo e Dissonanze Politiche

Alla fine, come spesso accade in queste dispute social, nessuna delle due parti convincerà l’altra. Chantal Cocciolo continuerà probabilmente a rivendicare la propria libertà di scelta politica, mentre Dissonanze Politiche continuerà a sottolineare la distanza tra quella scelta individuale e gli effetti concreti che un programma come quello di Futuro Nazionale potrebbe avere sulla vita quotidiana di migliaia di persone trans in Italia. Quello che resta, al netto della polemica social, è una domanda che vale la pena porsi seriamente: può un’identità personale essere davvero scissa dalle conseguenze politiche delle scelte che si sostengono pubblicamente?

Su questo, la discussione tra le due parti è tutt’altro che chiusa, e probabilmente continuerà a lungo.

Aeden Russo

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