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Asayuna al Napoli Comicon 2026: arte, emozioni e salute mentale tra gli stand della Neverland

Asayuna al Napoli Comicon 2026: arte, emozioni e salute mentale tra gli stand della Neverland. Si conclude anche ques’edizione del festival della cultura pop napoletano, uno dei più attesi a livello europeo. Ma com’è andata per il nostro Asayuna? Vediamolo insieme.

Asayuna e il sogno diventato realtà al Napoli Comicon 2026

Tra i corridoi affollati del Napoli Comicon 2026, uno dei volti che ha attirato maggiore attenzione è stato quello di Asayuna, nome d’arte di Aeden Russo, artista, autore e designer che da anni porta avanti un percorso creativo molto personale. In veste di responsabile arte della Muziki Music Studio, associazione culturale napoletana, Asayuna ha preso parte all’evento nell’area Neverland, presentando ai visitatori il suo libro Chi viene e chi va insieme a numerosi gadget dedicati all’opera, tra segnalibri, sticker e portachiavi. Dietro l’entusiasmo della partecipazione si percepiva però anche il peso emotivo di giorni molto intensi. “Da Dicembre stiamo organizzando questo stand”, ha raccontato Asayuna, “perché è sempre stato un mio grandissimo sogno poter essere qui. Grazie al sostegno morale e organizzativo di Daniela, la responsabile letteratura, siamo riusciti insieme a coronarlo. Ne sono felicissimo”. Parole semplici, ma che restituiscono il valore umano di un progetto nato dalla passione e dal desiderio di creare uno spazio artistico autentico all’interno della manifestazione pop più importante d’Italia, tra le prime in Europa.

Un evento costruito con sacrificio e passione per l’arte indipendente

Dietro la presenza di Asayuna al Napoli Comicon non c’è soltanto un banco espositivo, ma mesi di preparazione e coordinamento. Lo stesso artista ha spiegato quanto sia stato complesso costruire un’esperienza capace di valorizzare realtà indipendenti spesso ignorate dai grandi circuiti culturali. “Per favore, sosteniamo gli artisti indipendenti ed emergenti! Hanno fatto tantissima strada per arrivare fin qui, ed è giusto che siano celebrati tutti come si deve”, ha dichiarato. Un appello che risuona particolarmente forte in un periodo storico in cui molti creativi fanno fatica a trovare spazi concreti per esprimersi. Asayuna, nel suo modo diretto e accessibile, ha trasformato il proprio stand in un luogo di incontro e confronto. Non soltanto vendita di opere o merchandising, ma dialogo continuo con chi si fermava ad ascoltare. Ed è proprio questa dimensione umana ad aver colpito molti visitatori, che hanno trovato davanti a sé molteplici artisti disposti a raccontarsi senza filtri, con sincerità e una rara disponibilità all’ascolto.

 

Asayuna racconta il difficile incidente vissuto durante la fiera

Nonostante la felicità iniziale, l’esperienza di Asayuna al Napoli Comicon 2026 è stata segnata anche da un episodio molto delicato. Una collega del team si è infatti fatta male durante il primo giorno della manifestazione, creando grande preoccupazione tra gli organizzatori e gli artisti coinvolti. “Sfortunatamente una nostra collega si è fatta male il primo giorno”, ha spiegato Asayuna. “Ci siamo mossi in tantissimi, preoccupati per l’accaduto, e abbiamo smosso mari e monti. Adesso sta bene, fortunatamente, è a casa”. Dietro queste parole si percepisce chiaramente quanto l’esperienza abbia lasciato un segno emotivo profondo. Spesso si guarda a eventi come il Comicon solo dal lato spettacolare, colorato e commerciale, dimenticando la pressione psicologica e fisica che vivono gli espositori. L’artista non ha nascosto di aver vissuto giornate pesanti, soprattutto per il coinvolgimento personale con le persone presenti nello stand. Una sincerità che ha colpito i presenti e che ha reso il racconto molto più vicino alla realtà concreta di chi lavora nel mondo creativo indipendente.

Asayuna e Daniela E. con Monica De Cicco, Raelia, Daisy e Aron

 

L’importanza della salute mentale secondo Asayuna

Uno dei momenti più intensi dell’intervista è arrivato quando Asayuna ha parlato apertamente di salute mentale. Un tema spesso ancora sottovalutato, soprattutto nei contesti artistici dove si tende a romanticizzare il sacrificio continuo. “Prendetevi cura di voi stessi. Ho chiamato la mia psicologa per discutere della fiera, ci vediamo subito dopo il disallestimento. Non è facile affrontare un’esperienza traumatica, soprattutto se coinvolge persone che conosci da una vita. Non abbiate paura di chiedere aiuto. Parole estremamente importanti, soprattutto per un pubblico giovane che segue eventi culturali e creator online. Asayuna affronta il tema senza vergogna e senza costruire personaggi perfetti, mostrando invece la fragilità umana dietro il lavoro artistico. In un’epoca in cui si parla spesso di burnout, ansia e sovraccarico emotivo, vedere un artista parlare apertamente del supporto psicologico contribuisce a normalizzare un percorso di cura ancora stigmatizzato da molte persone. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più significativi della sua presenza al Comicon: trasformare uno spazio pop in un luogo anche di consapevolezza emotiva.

 

Asayuna e la celebrazione delle diverse forme d’arte

Durante il suo racconto, Asayuna ha anche voluto presentare gli artisti che hanno condiviso con lui questa esperienza. “Quest’anno ho chiamato a raccolta voci diverse che potessero raccontare l’arte in tutte le sue sfaccettature”, ha spiegato. “Abbiamo Daisy, un’artigiana che produce gioielli con le sue mani. Monica De Cicco, pittrice e disegnatrice dalle capacità tecniche straordinarie. Raelia, scrittrice e illustratrice emergente, di una sensibilità e profondità strabilianti. E infine, non per importanza, Aron, una persona molto capace e dalle mie conoscenze e qualità”. Il progetto costruito da Asayuna appare quindi come una vera rete creativa collettiva, lontana dall’idea individualista dell’artista solitario. L’obiettivo dichiarato era “accontentare i gusti di tutti e celebrare l’arte in tutte le sue forme”. Un approccio che riflette anche il percorso dell’autore, da sempre interessato a contaminare linguaggi differenti: poesia, illustrazione, grafica e animazione convivono infatti nelle sue opere, come già dimostrato dalla mostra Chi viene e chi va. Poesia, illustrazione, essenza, ospitata al Teatro del Lido di Ostia.

 

Il successo di Chi viene e chi va e il percorso artistico di Asayuna

Negli ultimi mesi Asayuna ha consolidato sempre di più il proprio nome nel panorama artistico indipendente italiano grazie al progetto Chi viene e chi va, raccolta poetica che affronta temi come amore, perdita e rapporto con sé stessi. Il libro è stato protagonista di eventi culturali e presentazioni, tra cui quella ospitata dalla Libreria Emotiva “Luce” di Napoli. Secondo quanto riportato in un nostro precedente intervento, il progetto nasce dalla volontà di raccontare emozioni autentiche attraverso forme artistiche diverse, mescolando poesia e illustrazione in un linguaggio estremamente personale. Anche il Comune di Roma ha promosso ufficialmente la mostra dedicata alle opere di Aeden Russo, sottolineando come il progetto “abbracci l’arte in tutte le sue forme, dalla poesia all’illustrazione, dalla grafica all’animazione”. Tutto questo dimostra come il percorso di Asayuna stia crescendo progressivamente, trovando spazio sia nei contesti indipendenti sia in manifestazioni culturali istituzionali sempre più importanti.

 

Asayuna chiude il Comicon con un messaggio potente agli artisti emergenti

Alla fine dell’esperienza, Asayuna ha voluto lasciare un ultimo messaggio rivolto non solo ai visitatori del Comicon, ma a chiunque creda nel valore dell’arte indipendente. “Non esiste solo il Comicon. Questi artisti vivono di arte ogni giorno, e sognano di lavorarci. Perciò interessatevi, seguiteli, sosteneteli. Dai social, i loro siti web, comprando in fiera e online. L’arte italiana è una forza della natura, dovete solo ascoltarla”. Un invito che va oltre il semplice supporto economico e parla soprattutto di attenzione, curiosità e presenza. In un panorama dominato da algoritmi e contenuti veloci, Asayuna ricorda quanto sia importante fermarsi ad ascoltare storie autentiche. Il suo Napoli Comicon 2026 si chiude così: tra firmacopie, incontri umani, momenti difficili e tanta voglia di continuare a creare.

 

E forse proprio questa sincerità, più di qualsiasi strategia comunicativa, è ciò che oggi rende il suo percorso artistico così vicino a tante persone.

Aeden Russo

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