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AGESCI apre alle guide LGBT+: svolta per gli scout italiani

FILE - Merit badges and a rainbow-colored neckerchief slider are affixed on a Boy Scout uniform outside the headquarters of Amazon in Seattle. The U.S. organization, which now welcomes girls into the program and allows them to work toward the coveted Eagle Scout rank, announced Tuesday, May 7, 2024, that it will change its name to Scouting America as it focuses on inclusion. (AP Photo/Ted S. Warren, File)

“Non abbiamo paura – di perdere iscritti- e “per noi l’accoglienza è al primo posto nei confronti di chiunque, non facciamo distinzioni tra i ragazzi e le ragazze sarebbe strano farlo tra adulti”.

Queste sono le parole di Paolo di Tota, delegato dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani scritte sul Documento “Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo”, che, con una svolta storica, apre all’universo LGBT+ la possibilità di fare le guide, persone transgender comprese. Il documento è stato  approvato dal Consiglio generale.

Questo documento è stato creato con l’intento di riassumere, accompagnamento e prospettiva, volto a sostenere la credibilità educativa dell’accoglienza e della cura, quando queste si aprono al riconoscimento pieno del vissuto personale.

L’Associazione cattolica ha all’incirca 183 mila iscritti divisi per fasce di età, dagli 8 anni in su.

La svolta dell’AGESCI è accolta con “sollievo” dall’ Arcigay:

“Mette fine a una lunga storia di isolamento e discriminazione. Per anni persone Lgbtqia+ sono state escluse, costrette a nascondersi, allontanate da un contesto educativo che avrebbe dovuto formarle alla comunità e ai valori”, afferma Gabriele Piazzoni, segretario generale.

Totalmente contraria invece  (ovviamente) l’associazione Pro Vita & Famiglia, secondo cui l’Agesci, “tradisce la fiducia delle famiglie”. Infatti il portavoce Jacopo Coghe afferma:

“Parla apertamente di identità di genere –, nonostante il Magistero della Chiesa e tutti gli ultimi Pontefici abbiamo più volte denunciato il rischio educativo e la ‘colonizzazione ideologica’ che arriva dall’ideologia gender. Cosa insegneranno i capi a bambini e adolescenti? Che ognuno potrà percepirsi di qualsiasi genere a prescindere dalla propria realtà biologica maschile e femminile?”.

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