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Sorelle Galassi: la bellezza di essere sé stesse [Intervista esclusiva]

Sorelle Galassi: la bellezza di essere sé stesse. Abbiamo avuto il piacere di conoscere la storia di Erika ed Elena, e grazie al loro prezioso contributo vi portiamo quest’oggi un’intervista esclusiva. Vediamo insieme di più sulla loro storia.

Sorelle Galassi: chi sono Erika ed Elena

Erika ed Elena Galassi sono nate a Molfetta, cresciute nel sud Italia -precisamente in Puglia. Alla giovanissima età di 16 e 17 anni hanno poi iniziato il loro percorso di affermazione di genere. Adesso, verso i loro 50, sono tra le donne trans più longeve italiane. Erika è attivista, molto presente nei Pride e come figura pubblica. Elena, invece, ha uno stile di vita più riservato, intimista. Tra le due non è nata solo complicità e condivisione, ma una sorellanza unica nel suo genere. Con una famiglia alle spalle di sani principi, che ha dato loro amore incondizionato, ecco cosa stanno lasciando al mondo con la loro voce.

Le due sorelle Galassi, Elena ed Erika, con una foto di loro in tenera età

Com’è iniziato il loro percorso

Fine anni ’80, provincia pugliese: non esisteva quasi un vocabolario pubblico per dire chi erano le sorelle Galassi. Con quali parole hanno quindi raccontato per la prima volta ai genitori quello che stavano vivendo, in un’epoca in cui quelle giuste semplicemente non circolavano? “È stato tutto così naturale che non sono servite parole“, ci rivelano, “i nostri genitori senza chiederci, sapevano chi fossimo“. Il Sud Italia di quegli anni che accoglie due percorsi di transizione senza chiedere spiegazioni. È una storia rara, e proprio per questo rischia di essere raccontata come una fiaba isolata. Cosa pensano abbia reso possibile, nei loro genitori, un’accoglienza che a tante altre famiglie italiane di quella generazione (e di questa attuale soprattutto) è mancata? “Sicuramente manca l’amicizia tra il proprio figlio e la mamma“, è quello che viene in mente loro, “che giorno d’oggi nessuno ha più, per paura. E il sentirsi liberi“.

Sorelle Galassi: la complicità di allora e di adesso

Erika a sedici anni, Elena a diciassette: un anno di differenza che in quel momento della vita pesa. Chi delle due, in quella fase, ha fatto da apripista emotivo per l’altra, e come si è capovolto, se si è capovolto, negli anni successivi? “Elena, mia sorella“, è stata la risposta di Erika. “È stata lei a guidarmi nel percorso, abbracciandomi e dicendomi che ci sarebbe sempre stata per me“. Ci siamo quindi chiesti: Erika è oggi un volto esposto, attivista, presente ai Pride; Elena ha scelto un ruolo più defilato. È una differenza di temperamento, di mestiere, o anche una divisione di compiti che si sono date consapevolmente per proteggersi a vicenda?

Elena ha scelto un mondo dove si sente libera e sicura di sé stessa, dove c’è creatività e amore, e cioè il mondo del make-up“, ci dice Erika. “Sicuramente è più riservata, ma mi appoggia in tutto. Ma quando lei uscì negli anni 80’ era stravagante, non le importava del giudizio, vestiva giacche con le spalline. Mentre lei sfioriva nell’essere Elena, io ero più riservata, ma oggi sono cambiata tanto, combatto le battaglie al Pride, e oltre ad essere attivista sono anche un’animalista“.

Come si vedono loro, come appaiono agli altri

Le due sorelle Galassi si definiscono “diverse in tutto ma specchio l’una dell’altra“. Perciò ci siamo domandati: cosa vede Elena in Erika che Erika non riesce a vedere in sé stessa, e viceversa? “Elena vede in me stessa una persona tanto buona, forse troppo per questa società, dove non faccio male neanche ad una formica“, è il commento di Erika. “Mentre io vedo in Elena una persona molto dinamica e forte, ma allo stesso tempo fragile“.

A proposito di fragilità. Abbiamo voluto toccare anche l’aggressione transfobica subita da Erika Galassi. Quel giorno al bar, mentre gli oggetti volavano e le persone intorno ridevano invece di intervenire, cosa le ha ferito di più: la violenza in sé, o l’indifferenza collettiva che l’ha accompagnata? La risposta è secca, tagliente: “L’omertà, e l’indifferenza collettiva di tutti che erano lì presenti“.

Sorelle Galassi: prendersi cura degli altri, prendersi cura di sé

Erika si è presa cura della mamma fino all’ultimo giorno. Che effetto fa essere, per chi l’ha accettata senza condizioni, anche l’ultima persona che si prende cura di lei, e come ha cambiato il modo in cui oggi guardano indietro alla storia familiare? “Mia mamma sicuramente sarà molto orgogliosa di me“, ci dice lei. “Talmente è stato forte il loro amore, mi sono sentita in dovere e il piacere di badare a lei, rinunciando a tutto, per amore e per ringraziarli“.

Chi si prende invece cura dei loro diritti, dei loro bisogni? Le due sorelle Galassi chiedono una legge contro l’omotransfobia, e hanno ragione a chiederla. Ma la famiglia le ha protette prima che qualunque legge esistesse. Cosa pensano possa fare davvero averne una, e cosa invece resterà sempre affidato solo alle persone? “Una legge protegge i diritti. Le persone proteggono le vite. Servono entrambe, ma non fanno la stessa cosa“, è il loro pensiero al riguardo.

La bellezza di una storia virale e dei suoi piccoli segreti

Da quando la loro storia è diventata virale, le due sorelle Galassi sono diventate un punto di riferimento per altre famiglie e altri fratelli o sorelle nella stessa situazione. Ma loro sentono il peso di dover rappresentare qualcosa di più grande, o è un ruolo che hanno scelto di abitare volentieri? “No, assolutamente“, ci rivelano. “È un ruolo fondamentale che abbiamo scelto e che continueremo a mandarlo avanti“.

Dopo aver quindi reso pubblica una parte così intima della loro storia, c’è ancora qualcosa del loro legame (un ricordo, un rito, un modo di dirsi le cose) che hanno deciso di non condividere con nessuno, nemmeno con chi le segue e le ammira? “Sì. Ci sono cose che scegliamo di tenere solo per noi: è proprio quello spazio privato che rende il nostro legame così autentico“, ci confidano.

Sorelle Galassi: un messaggio per tutti voi

Per chiudere l’intervista: le due sorelle Galassi hanno vissuto quasi più di trent’anni come loro stesse, nel corpo e nell’identità che le rappresenta a pieno. Cosa possono dire alle persone che hanno iniziato adesso il loro percorso di affermazione di genere? Quali consigli, suggerimenti, o anche lezioni di vita si sono sentite di condividere? “Con l’esperienza di vita ad oggi abbiamo compreso che non siamo sbagliate, che la nostra anima non poteva scegliere corpo migliore“. Perciò, per tutti voi che siete in lettura: amatevi, e profondamente. Siateci gli uni per gli altri. E quando avete una famiglia così alle spalle, fateci tanto affidamento. Il mondo è lì che vi aspetta, prendetelo e fatelo vostro.

La forza dell’amore – le due sorelle Galassi

Ringrazio di cuore Erika ed Elena per essersi aperte con me in questa speciale intervista. Spero che possiate coglierne tutti i messaggi positivi, e che apprezziate sempre di più l’amore che solo una sorella (o una persona che ci tiene davvero a voi) sa dare.

Aeden Russo

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