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Ragusa: ragazza trans di 14 anni si toglie la vita

Il 31 marzo è la Giornata Internazionale della visibilità transgender

Ancora troppe persone al mondo decidono di togliersi la vita pensando erroneamente di essere un problema.  Secondo l’Oms ( Organizzazione  mondiale della Sanità) si tratta di 16 casi su 100 mila (un decesso ogni 40 secondi).  Nel 2024/2025, circa il 12-14% dei giovani LGBTQ+ ha tentato il suicidio, un tasso molto più alto rispetto ai coetanei cisgender/eterosessuali. A preoccupare sono anche i tassi di depressione e ansia sono in aumento tra i giovani LGBTQ+ (68% ansia, 54% depressione in alcuni studi del 2025).

Quindi cosa è successo a Ragusa? Perché la ragazza si è tolta la vita?

Ragusa: 14enne transgender si suicida

“Un ragazzo di 14 anni si è suicidato. Perché non ha trovato affetto e rispetto per le sue scelte di vita. Non c’è verso: siamo ancora alla preistoria. Condoglianze alla Famiglia”.

Queste sono le parole di Francesco Aiello , con un messaggio pubblicato su Facebook, postato poco dopo aver sentito della notizia. A dare scandalo sono due cose: la prima è quando si parla al maschile, in quanto si è scoperto, proprio attraverso i social, che si tratta di una ragazza trans. La seconda è che si parla di “scelte di vita”, quando essere trans non è una scelta. Non penso ci sia una persona al mondo, che scelga di essere o identificarsi in un modo, per la “gioia” della discriminazione.

Il caso proviene da Vittoria in provincia di Ragusa e, a darne le prime notizie è il Corriere di Ragusa, che il 9 febbraio ha scritto: “Un ragazzo di soli 14 anni, studente, si è tolto la vita a Vittoria. Una terribile circostanza che ha sconvolto la comunità intera”. Nel testo non compare alcun riferimento all’identità di genere della persona scomparsa.

A rilanciare la notizia con un’altra prospettiva è stato l’account Instagram themystictsunade_, in un post poi condiviso da Roberta Parigiani, avvocata e presidente del MIT attraverso le sue Storie. La condivisione da parte di Parigiani inserisce la vicenda in un quadro di attenzione nazionale. Il Movimento Identità Trans da anni interviene sui temi della corretta informazione, chiedendo ai media di rispettare nome e genere delle persone trans, anche – e soprattutto – nei casi di morte.

Nelle slide pubblicate si legge: “Una giovane sorella trans di 14 anni è stata suicidata a Ragusa”. E ancora: “Non ci sarà e non c’è il suo nome sui giornali. Non ci sarà sulla sua tomba. Ancora una volta, la stessa storia. Lo stesso silenzio. La stessa repressione, la stessa censura, anche nella morte”.

La reazione dei social

“Penso alla giovane sorella che doveva vivere e che invece ora non c’è più, suicidata da questa società maledetta”. E ancora: “Maledetto il patriarcato, maledetta la transmisoginia, maledetto il silenzio, maledette le parole ignobili e sbagliate di media e classe politica”.

“Benedetta, invece, la sorellanza, che deve però tradursi non soltanto in solidarietà ma in ricerca: dobbiamo cercarci e ritrovarci, come viandanti in questa lunga notte, alla ricerca delle nostre sorelle, nei meandri dei nostri territori. Per strapparci dalla solitudine, dall’odio, dalla morte. E salvarci”.

Questi è sono solo alcuni dei post in “difesa” di questa tragedia.

Al momento però le informazioni ufficiali si limitano a quanto pubblicato dalla stampa locale e al messaggio del primo cittadino. Non ci sono comunicazioni istituzionali che riconoscano l’identità di genere della giovane.

In attesa di ulteriori elementi, il caso evidenzia un nodo centrale: la necessità di un racconto accurato e rispettoso, capace di tenere insieme i fatti e l’identità della persona coinvolta.

Se non ce la fate, non siete soli

Sappiamo tutti che non è semplice vivere, ma vi prego di non arrendervi: chiedete aiuto. Non siete soli!

Suicide Hotline in the World

 

 

 

 

Raph

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