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Etichette solo per i barattoli: ecco le persone Queer

Vi siete mai chiesti cosa significa quella “Q” in fondo alla sigla “LGBTQ+“? Che la vostra risposta sia positiva o meno, oggi vi farò scoprire la realtà che si cela dietro a questa lettera: le persone Queer.

Il termine “queer” ha assunto vari significati durante il secolo scorso.  È entrato nell’uso comune negli anni Novanta, ed è stato reso popolare da un gruppo di attivisti inglesi chiamati Queer Nation. Negli anni Settanta è stato utilizzato come insulto, ma è proprio in quegli anni che sono nate delle correnti di pensiero che hanno proposto la riappropriazione del termine. Attualmente, in inglese, è utilizzato per indicare qualcuno/qualcosa di “eccentrico” o “insolito”.

Il termine, generalmente scritto con lettera minuscola, si scrive con lettera maiuscola nel caso in cui si faccia riferimento ad un’identità o comunità, piuttosto che ad un semplice fatto sessuale.

Le persone Queer non si definiscono attraverso le tradizionali identità di genere o orientamenti sessuali. È considerato da molti, infatti, come termine ombrello per includere al suo interno quelle persone che scelgono di non utilizzare le classiche definizioni perché alle quali non si sentono di appartenere.

 

Persone Queer: la situazione in Italia

In Italia, nonostante la mentalità aperta, si hanno ancora delle barriere e mancano ancora molti diritti. Si stanno facendo grandi passi verso la legge contro l’omotransfobia, anche se può e deve essere migliorata prima di passare in Parlamento, ma tanti diritti non sono ancora concessi.

Eccone solo alcuni:

Ovviamente, questi sono solo alcuni dei diritti che mancano, senza contare gli insulti che, come tutte le “minoranze“,  queste persone ‘Q’ ricevono solo per essere “se stessi” o “diversi”.

Conoscere le differenze/ uguaglianze di ognuno è essenziale. Combattere per i diritti di ognuno è vitale. Solo la conoscenza sconfigge l’odio.

 

Raph

 

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