Site icon GayPress.it

Un Posto al Sole, Mariella e Guido ci ricordano perché è importante l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole

Scena di Un Posto al Sole in cui Mariella e Guido spiegano a Lollo che Sasà e Castrese sono una coppia e ci ricordano perché c'è bisogno dell'educazione sessuo-affettiva nelle scuole

Nelle recenti puntate di Un Posto al Sole, Mariella (Antonella Prisco) e Guido (Germano Bellavia) hanno affrontato il tema dell’omosessualità con il figlio Lollo (Vincenzo Lovriso). I due episodi sono andati in onda lunedì 12 e martedì 13 ottobre 2026. Tra le altre cose, hanno fatto capire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, perché è importante l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

Lollo, il figlio di Mariella e Guido in Un posto al Sole, fa domande su Sasà e Castrese

Dopo una cena in famiglia a cui prendono parte anche Sasà (Cosimo Alberti), migliore amico di Mariella, e Castrese (Peppe Romano), nipote di quest’ultima, Lollo inizia a fare domande ai genitori sui due uomini. Il bambino chiede come mai i due vivono insieme e perché ogni tanto si scambiano qualche carezza. La mamma, presa alla sprovvista, tenta di tagliere corto e di chiudere la questione rispondendo che vivono nella stessa casa perché non hanno ancora trovato una fidanzata e che sono affettuosi tra di loro perché sono due amici che si vogliono molto bene. Guido, il papà di Lollo, mostra subito il suo disappunto per la spiegazione della moglie.

Dopo l’osservazione del marito, Mariella si pente. Così, durante i due episodi della soap, marito e moglie si confrontano sulla vicenda e arrivano alla giusta conclusione: dire la verità a Lollo su Sasà e Castrese. Spiegano al figlio che i due sono una coppia e che si amano esattamente come i suoi genitori. Il bambino comprende subito e perfettamente, senza battere ciglio.

Le due puntate che hanno trattato il tema dell’omosessualità e delle coppie gay ci spiegano perché c’è bisogno dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole

Nelle due puntate di UPAS emerge una cosa chiara: i bambini non hanno pregiudizi e che anche in età infantile capiscono e, giustamente, si fanno domande. Casomai sono i genitori, gli adulti, a generare dei pregiudizi negli infanti che poi rischiano di emergere, quando crescono, in discriminazioni verso il prossimo. Questo può accadere perché vengono date informazioni sbagliate e incomplete. Talvolta anche perché i genitori attuano comportamenti violenti verso le persone LGBT+.

I due genitori nella soap si sono comportati in modo impeccabile, a parte la svista iniziale di Mariella. Non tutti i genitori, però, sanno rispondere e spiegare in modo chiaro questo tema. Molti non hanno le informazioni giuste e le capacità per affrontare determinati argomenti. Non è una colpa, ci mancherebbe. È semplicemente una cosa che può accadere, nulla di grave.

Per questo motivo c’è bisogno dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Essa, infatti, verrebbe svolta da persone esperte e competenti in questo settore. Inoltre, comprenderebbe programmi che educano i bambini al rispetto verso il prossimo, al rispetto delle differenze e alla non discriminazione delle altre persone per l’identità di genere o l’orientamento sessuale. Educare al rispetto dell’omosessualità non significa orientare l’orientamento sessuale dei bambini, ma aiutarli a comprendere e rispettare le persone. Se un bambino chiede perché due uomini stanno insieme, gli adulti non devono nascondergli la realtà ma spiegargliela con parole semplici e adatte alla sua età. In questo le scuole possono affiancare le famiglie e dare degli strumenti.

La destra metta giù le mani dai bambini. L’educazione e il rispetto non dovrebbero far paura.

Exit mobile version